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giovedì 19 novembre 2020

TUSCAN BURGER: UN VIAGGIO A 360 GRADI NEL MONDO DEL BURGER MADE IN TUSCANY


Pensavate che l'hamburger fosse soltanto quello venduto a poco prezzo nelle grandi catene internazionali di fast food? Ebbene, nella Toscana dei mille campanili gastronomici, questo prodotto - ormai un'icona pop dello street food - riesce a trovare una propria dignità e una sua nobiltà, al pari dei piatti più celebrati della tradizione dell'ex Granducato. Il merito non è solo della lunga lista di  materie prime eccellenti di cui la regione può fregiarsi  (dalla Chianina alle altre razze bovine autoctone, fino al maiale di cinta senese o al cinghiale; oppure al Pecorino Toscano Dop, dalle cipolle di Certaldo al lardo di Colonnata, fino ai tartufi, verdure,  aromi e i più diversi condimenti) ma anche della passione e della competenza di chi  le selezionano e le utilizza nei propri hamburger. Strato dopo strato questi prodotti straordinari, a volte unici, compongono le versioni made in Tuscany del burger : un vero microcosmo delimitato da due fette di pane, dietro al quale si celano storie di personaggi e grandi passioni. 

Gli autori, il giornalista enogastronomo Marco Gemelli  e il consulente per la ristorazione Lorenzo Gagliano,  con Tuscan Burger (ed Il Forchettiere, 250 pag, nelle librerie e on line) ci accompagnano in un viaggio a 360 gradi nel mondo dell'hamburger toscano esplorando hamburgerie, birrerie, pub e ristoranti, intervistando esperti in materia di carne, panificazione, farciture, cotture e  abbinamenti con  birre, bollicine, vini  e cocktail, rispettivamente a cura di  Massimo Prandi, Massimo Fabiani, Andrea Gori e Julian Biondi. 

Sono ben 50 i locali toscani selezionati e descritti: c’è la piccola hamburgeria di paese e quelle d'ispirazione gourmet nelle città più grandi, c'è quella gestita da sole donne e quella che utilizza  solo materie prime locali. C'è il burger di zebra o di struzzo, quello con la carne kobe, fino al maxi-burger da un chilo per i palati più affamati, oltre a burger vegetariani e vegani, di pesce e quelli con allegri panini colorati.

Per Livorno e provincia compaiono  5 hamburgerie:  Borgo Burger, Cugini di Carne, I'm Burger, Porca Vacca e Surfer Joe. Inoltre, nel libro sono coinvolti alcuni amici di Poverimabelliebuoni, oltre al pizzaiolo e maestro panificatore Gabriele Dani di Disapore Pizzeria Gourmet Cecina (vedi sotto)  -  con il racconto di come preparare il pane ideale per il burger – e la chef Deborah Corsi  de La Perla del Mare di  San Vincenzo con una sua interpretazione gourmet del panino a base di palamita, sono stati selezionati  anche singolari locali come MezzoKm aVenturina e aziende conserviere bio come Mediterranea Belfiore a Cecina.

Con la prefazione scritta da Luisanna Messeri e con il sostegno di Vetrina Toscana - il progetto di Regione e Unioncamere Toscana che promuove ristoranti, botteghe e produzioni di qualità che esprimono l'identità del territorio e valorizza la cultura enogastronomica come attrattore turistico - nelle pagine di TuscanBurger non mancano le storie imprenditoriali delle piccole e grandi aziende made in Tuscany di materie prime che compongono il burger. Uno spazio speciale del volume è  dedicato anche  ai ristoranti che mostrano un’attenzione particolare a questo piatto, nonché alle “prove d’autore”, ossia le interpretazioni gourmet di 30 tra i più apprezzati chef toscani, stellati e non.

Degni di nota,  sono gli approfondimenti con interviste ad esperti di settore,  dal mitico macellaio poeta Dario Cecchini al guru del panino d'autore Alessandro Frassica, al maestro panificatore e amico Gabriele Dani che, come già sottolineato,  svela i segreti del suo pane, o meglio "bun",  ideale per l'hamburger.


Piccola nota personale:  sono contenta e orgogliosa di  aver dato il mio contributo fotografando l'amico Gabriele Dani  per le pagine del libro e quando vedi le tue foto stampate, soprattutto in un bel libro, è sempre un'emozione e una bella soddisfazione! 

Ed eccolo mentre autografa la mia copia :-) 




venerdì 6 novembre 2015

APPETITI ESTREMI

 
Appetiti Estremi, di Stefania Pianigiani e Sabrina Somigli, Ara Edizioni
 
Il titolo è accattivante, evocativo, indovinatissimo. Come il buon giorno si vede dal mattino, come  un buon pasto comincia con un aperitivo, o un amplesso è preceduto dai giusti preliminari, così il titolo di un libro è un apri pista fondamentale, è quello che ti invoglia a prenderlo in mano, che ti stimola  a sfogliarlo, che ti convince a leggerlo.
 
E questo titolo mi ha attratto sin dalla prima volta che l'ho visto apparire sui social, senza sapere bene di cosa si trattasse ma lo intuivo. Conosco, anche se da poco tempo,  le autrici, Sabrina e Stefania, due simpatiche amiche toscane, dotate di verve ed ironia,  accomunate dalla stessa viscerale  passione per l'enogastronomia, che hanno condiviso esperienze, situazioni ed amicizie con svariate storie ed aneddoti da raccontare, inerenti alla loro comune passione, che hanno fornito ottimo materiale da cui  trarre  un libro.
 
 
Sabrina Somigli, microbiologa, sommelier e cuoca  presso il ristorante di famiglia Il Maccherone a Pontassieve; di poche parole ma di penna fine, esprime le sue passioni e racconta episodi di vita vissuta, soprattutto nel suo ristorante dove tutto fa Broadway, sulle pagine del suo blog Ecce Kitchen
 
Stefania Pianigiani, una giardiniera-sommelier prestata all'enogastronomia, come lei stessa si definisce; più esuberante ed estroversa dell'amica, è dotata di un sorriso contagioso. Promuove eventi e manifestazioni sul suo sito La Finestra di Stefania e scrive per Agrodolce
 
Sono entrambe due acciughine ed è quasi impossibile credere che siano dotate di Appetiti Estremi in fatto di cibo e vino. Ma i loro  Appetiti Estremi si estendono all'intera sfera dei sensi e  alla vita stessa.
 
Con un' ironia tutta toscana, che sfocia in un umorismo a tratti esilarante  e con uno stile lieve, anche nei racconti più ridanciani, le autrici  tratteggiano personaggi e situazioni  tra l'aristocratico e il  verace, quest'ultimo con un linguaggio consono, senza eccessi da stereotipi cabarettistici. Le scene e le azioni  si dipanano fra meravigliosi paesaggi e ameni luoghi  meno noti ma passano anche per  vere icone medievali e rinascimentali della loro amata terra Toscana, in una continua celebrazione artistico-godereccia, gioiosa ed appassionata.
 
Il libro, che  si è meritato la bella prefazione del critico e giornalista enogastronomico Aldo Fiordelli, è suddiviso in capitoli secondo i pasti della giornata e alla fine di ogni capitolo, non potevano mancare delle ricette di piatti che al meglio rappresentano gli Appetiti Estremi, inerenti ai temi toccati dai racconti contenuti in ogni capitolo con i contributi eccellenti   di chef quali Marco Stabile e Paolo Gori nonché il maestro pizzaiolo Giovanni Santarpia.
Arricchiscono la pubblicazione, inoltre, i deliziosi disegni di Rakele Tondini.
 
Sicuramente c'è più gusto a leggere un libro di cui si conosce l'autore e, per me  è stato ancora più  divertente  riconoscere alcuni personaggi descritti, seppur  rivisti e truccati ma il cui riferimento è volutamente e spiritosamente chiaro come  nello spassosissimo  "Castello di Gargonza" o nell'altrettanto divertente  "Ama". 
"Montefollonico" è malizioso e scoppiettante; delizioso, al limite del romantico "Brolio"; curioso ed inaspettato "Il deserto di Accona".
 
Un libro che non tradisce le aspettative, letteralmente da gustare, centellinando ogni pagina,  ogni riga, ogni parola, se si è raffinati gourmet o  divorandolo in un sol boccone se si è dotati di Appetiti Estremi!
 
 
Stefania, Rakele e Sabrina ad una presentazione alla Stazione Leopolda dove hanno preparato la trippa all'arancia e zafferano, una ricetta contenuta nel libro di una versione raffinata di trippa, che ho avuto il piacere di assaggiare proprio a casa di Sabrina.
 

 
 
 
 


martedì 16 dicembre 2014

DOLCI REGALI, PERCHE' NON C'E' DUE SENZA TRE!


E' arrivato anche il terzo libro dell'MTCHALLENGE!! Dopo il grande successo de L'ORA DEL PATE' e INSALATA DA TIFFANY, Sagep Editori dà alla luce DOLCI REGALI, a cura di Alessandra Gennaro.

DOLCI REGALI
Collana "I libri dell'MTChallenge"
SAGEP Editori- Genova
Prezzo di copertina: 18,00 euro
Foto Paolo Picciotto
Illustrazioni Mai Esteve
Editor: Fabrizio Fazzari
Impaginazione: Barbara Ottonello

in vendita in tutte le librerie, sul sito Sagep, Amazon e IBS.
 
Inutili per vivere, ma indispensabili per vivere bene.  Eterei nella forma, ma corposi nella sostanza.  Superflui, dispendiosi, effimeri, immorali e per questo così amati dall’umanità, sin dai suoi albori: sono i Dolci, i protagonisti del terzo appuntamento della Collana de I Libri dell’MTChallenge. Dolci  “regali”, cioè  quelli che apparvero sulle tavole imbandite di re e regine, a simboleggiarne il potere con le loro forme soffici, tonde e maestose, allusive di un potere e di una ricchezza sfrontati e che si ritrovano anche sulle mense dei poveri, come assaggio di una prosperità confinata, per loro, al solo palato.
A corredo, sciroppi, creme, liquori fatti in casa e confetture, nella ormai consueta forma grafica che rende ancora più accattivanti i contenuti, con le fotografie di Paolo Picciotto e le illustrazioni di Mai Esteve: oltre cento ricette, per poter ricreare a casa preparazioni scenografiche a vedersi e deliziose a gustarsi...

...perché quest’anno Buon Natale si augura con un dolce regalo!!!
 
Inoltre, come per i precedenti volumi, anche Dolci Regali contribuisce a sostenere progetti di  aiuti umanitari:


Acquistando una copia di DOLCI REGALI, contribuirai alla creazione di borse di studio per i ragazzi di Piazza dei Mestieri (link: http://www.piazzadeimestieri.it/), un progetto rivolto ai giovani oggetto della dispersione scolastica e che si propone di insegnare loro gli antichi mestieri di un tempo, in uno spazio che ricrea l'atmosfera di una vecchia piazza, con le botteghe di una volta- dal ciabattino, al sarto, al mastro birraio e, ovviamente, anche al cuoco. La Piazza dei Mestieri si ispira dichiaratamente a ricreare il clima delle piazze di una volta, dove persone, arti e mestieri si incontravano e, con un processo di osmosi culturale, si trasferivano vicendevolmente conoscenze e abilità: la centralità del progetto è ovviamente rivolta ai ragazzi che trovano in questa Piazza un punto di aggregazione che fonde i contenuti educativi con uno sguardo positivo e fiducioso nei confronti della  realtà, derivato proprio dall’apprendimento al lavoro, dal modo di usare il proprio tempo libero alla valorizzazione dei propri talenti anche attraverso l’introduzione all’arte, alla musica e al gusto

Il libro viene presentato ufficialmente oggi alle h 18 al Caffè Cambi di Genova, peccato che non potrò esserci!!



Qualche anteprima dei Dolci Regali, Mtc style:






E last but not least anche Insalata Mista compare in questo libro con una ricetta di babà, una crema e una bagna! ME FELICE! EVVIVA L'MTCHALLENGE!!

 

lunedì 28 febbraio 2011

MARCHESI SI NASCE E LUI POCO MODESTAMENTE LO NACQUE

Il libro di Marchesi sulla mia scrivania

Me lo sono regalata e l'ho regalato a Natale a scatola chiusa. Lo vedevo nelle librerie ma mi trattenevo dall'acquistarlo perchè il titolo mi urtava un po', pensavo "Milanès baüscia!" però Marchesi è Marchesi e allora fra la lettura di una vera storia, che, non dimentichiamoci, è un pezzo fondamentale di storia della cucina contemporanea italiana e il solito libro-stenna natalizia patinato con ricettine accattivanti e foto smaglianti dai costi proibitivi, scelgo il Marchese anche se un po' prevenuta!
E' molto interessante anche se confermo l'opinione che ho di lui come persona, per niente umile, scrittura autocompiaciuta, non avrei mai usato la prima persona, piatti geniali, storici ormai come il risotto con la foglia d'oro o il raviolo aperto, che hanno forgiato le nuove generazioni dagli anni '80 in poi. Grande intraprendenza e coraggio, scelte discutibili come quella di resituire le stelle michelin, per i suoi 80 anni una mostra al Castello Sforzesco e un nuovo ristorante nel cuore pulsante di Milano, un tempio della musica: Il teatro alla Scala.

Il libro parte proprio dagli ultimi episodi della sua lunga carriera  "......sotto sotto covavo un antico desiderio: legare il mio nome a Milano. Siccome non vi è limite all'ambizione umana, quando scherzavo con gli amici che mi spronavano a rientrare a Milano, provocatoriamente dicevo loro che solo tre posti della città avrebbero potuto convincermi: il Duomo, La Scala e Il Castello Sforzesco! Beh il Duomo era davvero fuori dalla mia portata.....(ah un pizzico di umiltà....) per il Castello non sapevo proprio come arrivarci (ma a chi la racconta???.....) mentre il mio approdo alla Scala fu quasi naturale (deh! estimatore della musica classica, moglie concertista, figli musicisti, cognome? ah sì Marchesi)"
Per quanto riguarda il Duomo mi scapperebbe un commento tremendo ma mi trattengo, temo che l'abbia pensato pure lui.

Un grande chef indubbiamente che ha avuto un meritato successo, un vero "Marchese" della cucina  però caro Maestro, "Marchesi si nasce" voleva parafrasare Totò ma non ci è riuscito.