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martedì 27 aprile 2021

PLUM CAKE COCCO E LIME

 


Oltre ai dolcetti cocco e lime, ho fatto anche un plum cake, così ho fatto fuori tutta la farina di cocco che stava scadendo. Non pensavo di pubblicarlo, volevo il solito dolce semplice da colazione, l'ho impiattato e fotografato al volo col cellulare poco prima di fare colazione, poi l'ho assaggiato ed è stata una bellissima sorpresa!! Profumato, gustoso, soffice, ben cotto...insomma...pubblicabile :-)

Che sarà mai?! qualcuno potrebbe commentare...un semplice plum cake. Sì ma una volta tanto mi è venuto perfetto. Faccio sempre degli esperimenti "senza" e poi all'assaggio puntualmente devo ammettere: "buono ma...." 

Stavolta ho seguito alla lettera una ricetta presa on line senza neanche cercare troppo che si è rivelata perfetta!!  Ho solo aggiunto la scorza e un po' di succo di lime  che con il cocco si sposa benissimo, vedi i "cocchini" del post precedente. Ma allora, direte, questo cake cos'ha di particolare? Lo yogurt di cocco nell'impasto, molto buono!  

PLUM CAKE COCCO E LIME




130 g di farina 0
70 g di farina di cocco + 2 cucchiai per la ricoprire al superficie
50 g di burro fuso150 g di zucchero semolato
2 uova grandi a temperatura ambiente
180 ml di yogurt al cocco
1 bustina di lievito per dolci bio  (16-17 g)
1 cucchiaino di estratto di vaniglia
1 lime bio - scorza grattugiata e un paio di cucchiai di succo
un pizzichino di sale fino
zucchero a velo di canna qb

Come fare il plum cake cocco e lime:

Prima di tutto accendete  il forno a 180° C
Setacciate la farina, unite la farina di cocco,  il lievito, la scorza grattugiata di un lime e un pizzichino di sale fino.
In una ciotola montate le uova con lo zucchero e la vaniglia per 2 – 3 minuti fino ad ottenere un composto spumoso e gonfio. Unite il burro fuso, montante ancora con le fruste, aggiungete quindi lo yogurt di cocco a temperatura ambiente e due cucchiaiate di succo di lime,  sempre montando a velocità bassa.
Infine aggiungete le farine al composto montando a velocità molto bassa fino ad ottenere un composto morbido e cremoso.
Versate in uno stampo precedentemente imburrato e infarinato.
Cuocete in forno statico a 180° C nella parte centrale per 10' e poi abbassate a 170 e continuate per 30-35'. Il tempo può variare da forno a forno. Vale sempre la prova stecchino.
Sfornate e lasciate intiepidire in teglia 10 minuti, infine togliete dallo stampo e fate raffreddare.
Servite cosparso con zucchero a velo e farina di cocco e, volendo, ancora un po' di lime grattugiato o, come previsto dalla ricetta originaria, spennellate la superficie con miele e cospargetela con la farina di cocco. 

lunedì 15 marzo 2021

CIAMBELLONE ALL' OLIO, ARANCIA E ZAFFERANO

 

E' tutto l'inverno che vedo ciambelloni e mi riprometto di farne uno, ammirata da quelle forme gonfie che promettono soffice bontà. Ho cercato degli stampi in silicone non tanto grandi con quelle belle scannellature che creano effetti scenografici deliziosi ma non trovavo la misura o la forma che mi soddisfacesse, spesso sono troppo grandi, che a noi a colazione, in due,  una ciambella dura più di una settimana!!!

Alla fine, quando non lo cercavo più, eccoti su un banco di casalinghi e caccavelle varie al mercato, uno stampo solitario non proprio della misura che volevo ma neanche esageratamente grande, da 22 cm,  però non in silicone ma in un metallo, rivestito di materiale antiaderente. Costava anche una sciocchezza, l'ho preso e l'ho subito provato!!

Ho deciso di sfruttare ancora gli agrumi, finché ce n'è, approfittiamone. Ma mi potevo accontentare di fare un ciambellone all'arancia liscia? Ci volevo infilare qualcos'altro, una spezia. Col cardamomo l'ho già fatta, la solita cannella? no, troppo sfruttata. Mentre rovisto nel cassetto dove tengo le buste di lievito e aromi, polverine varie, vedo lo zafferano! E zafferano è stato. L'abbinamento con l'arancia è consolidato. Nessun dubbio. Infatti gli ha dato una sfumatura deliziosa. 


CIAMBELLONE ALL'OLIO, ARANCIA E ZAFFERANO


Per fare questo ciambellone all'olio, arancia e zafferano, ecco gli ingredienti sufficienti ad uno stampo da 22 cm

250 g di farina 0

50 g di amido di mais

200 g di zucchero di canna chiaro

125 g di yogurt di soja (leggermente zuccherato) o yogurt vaccino bianco

10 g di lievito per dolci istantaneo bio + 5 g di bicarbonato 

100 ml di succo d'arancia fresco

80 ml d'olio di riso 

scorza grattugiata di 2 arance non trattate e 1/2 limone non trattato

3 uova intere

0,3-0,5 g di zafferano purissimo in polvere (io uso una varietà abruzzese dal gusto e profumo molto intenso)

Lavorate con una frusta le uova con l'olio e lo zucchero fino ad ottenere una crema. Unite anche lo yogurt e infine incorporate le  farine miscelate con il lievito, il bicarbonato, lo zafferano. Unite anche le scorze degli agrumi grattugiate e diluite con il succo d'arancia.

Versate il composto nello stampo appena velato d'olio (anche se è antiaderente io l'ho spennellato un pochino). Cuocete in forno a 170-175° C per 40' ca. .Fate sempre la prova stecchino. Togliete dal forno, lasciate intiepidire e sformate il dolce, capovolgetelo e lasciatelo raffreddare su una gratella per dolci.

Servite cospargendo con zucchero a velo di canna e guarnite con delle margheritine di campo che, volendo sono commestibili :-)

Buon divertimento e buona colazione o merenda, fate voi!



domenica 31 gennaio 2021

TORTINE ALL'ACQUA AL LIMONE E CIOCCOLATO BIANCO

 


Proseguono gli esperimenti dolci....questa volta siamo proprio ai minimi termini.!Giuro che quando ho visto per la prima volta una ciambella all'acqua, pubblicata da Cakes & Co Bakery, ho strabuzzato gli occhi! "Ho letto bene"? "Sì, sì, proprio così, all'acqua!!" "Ossignur, anche questa! Ma è un pane dolce" - mi sono detta; eppure dalla fetta sembrava proprio una vera torta
Vado subito a leggere la ricetta sul suo blog, curiosa di scoprire quale magia di pasticceria alternativa si celasse dietro a quelle bellissima ciambella e scopro appunto che non ci sono né uova, né burro, né latte o yogurt o surrogati vegetali degli stessi, solo acqua, zucchero, olio, lievito e, in questo caso succo di limone e cioccolato bianco. Ma nel post c'era anche l'originale, senza cioccolato bianco, twist di Elisabetta, autrice di Cakes & Co Bakery. Quindi sbircio anche quella e poi cerco on line e scopro un mondo di ciambelle e torte all'acqua variamente aromatizzate. Potevo non provarle, seppur molto scettica??
La mia amica Antonella mi aveva appena regalato una bella cassetta di limoni del suo giardino. Ne sacrifico subito un paio. Non avendo uno stampo da ciambella grande, suddivido l'impasto fra uno stampo da ciambella di alluminio piccolo e  3-4 pirottini da muffin. Si gonfiano bene in forno poi iniziano inesorabilmente a creparsi ma pazienza. Leggo che se si colorano troppo, vanno coperti con stagnola, apro il forno ed eseguo...forse lo tengo troppo aperto..poi controllo  i "muffin" che sicuramente cuociono prima e riapro il forno...poi ricontrollo e apri e chiudi mi sa che ho fatto un bel pastrocchio. Non cuocevano mai..ho deciso di spegnere e lasciarle dentro: ultimo fatale errore. Praticamente ho inventato le torte di gomma...sgrunt!

Confido la débacle ad  Elisabetta ma con la promessa di riprovarci.
Ed infatti alla seconda sono stata più attenta...e talmente ossessionata dal non sciupare niente che non ho aperto il forno prima dei 35 minuti prefissati e infatti le tortine si sono abbronzate un po' troppo ma almeno ero sicura che fossero ben cotte stavolta!! Chi l'ha dura (la testa) VINCE!!!!


Ingredienti per 6-7 pirottini da muffin medi

175 g di farina 00
100 g di zucchero di canna finissimo
100 ml di acqua tiepida
  50 ml d'olio di riso
  80 ml di succo di limone + scorza grattugiata di 1 limone grande non trattato
  40 g di cioccolato bianco
    8 g di lievito istantaneo per dolci
1/2 cucchiaino di estratto di vaniglia (aggiunta mia)
zucchero a velo di canna per spolverare

Preriscaldate il forno a 180° C
Sciogliete a bagnomaria o nel microonde a potenza media il cioccolato bianco. Fate sciogliere lo zucchero nell'acqua tiepida. Incorporate l'olio al cioccolato sciolto, unite anche l'estratto di vaniglia e poi l'acqua con lo zucchero, miscelando molto bene il tutto. Versate la miscela liquida nella farina a cui avrete aggiunto il lievito, incorporatela mescolando bene per non formare grumi. 
Versate il composto nei pirottini posizionati all'interno di una teglia per muffins o in uno stampo da torta, come preferite. Badate a non riempire i pirottini fino all'orlo perché gonfieranno troppo (come i miei) e poi si accasceranno come soufflé, meglio arrivare a 3/4 dello stampo, come per i muffins, appunto. I pezzi piccoli cuoceranno più in fretta, per i miei sono bastati 35 ' posizionati nel ripiano basso del forno. Una torta o ciambella più grande richiederà anche 45-50'. In ogni caso è sempre bene fare la prova stecchino. 
Fate raffreddare e servite spolverati di zucchero a velo

Ho cotto le tortine la mattina e non ho resistito ad assaggiarle nel pomeriggio per merenda. Una rivelazione. Veramente simpatiche, gustose e profumate e non erano affatto gommose!! Ovviamente non hanno la sofficità delle torte classiche ma non sono niente male se si considera come sono fatte... Il giorno dopo si erano un po' compattate ma sempre deliziose. Il terzo giorno le ho divise a metà e fatte dorare un po' in forno, la copertura di zucchero a velo si è caramellata.... una goduria! Al quarto giorno non sono arrivate...Una colazione davvero allegra e profumata. 


domenica 22 novembre 2020

CROSTATINE INTEGRALI ALL'OLIO EXTRAVERGINE, MANDORLE E ARANCIA

 

Domenica. Seconda domenica dalla zona rossa toscana con dolcino di rito per rispettare le abitudine nell'era Covid :-). E mi viene in mente il titolo di un film americano "Any given sunday" che in italiano è stato tradotto con  "Ogni maledetta domenica" . Perché? Intendo : sia perché è stato tradotto così? e perché maledetta? Dal momento che normalmente "si santifica la festa" sarebbe stato più adatto "ogni benedetta domenica" ma forse perché la trama del film non riproduceva situazioni festose e liete.

Ma, a parte disquisire se sia il caso di maledire o benedire la domenica, se dipenda dalla predisposizione emotiva del momento o sia un amore o un odio assoluto come quello espresso in una famosa vignetta del gatto Garfield a proposito del lunedì (che ha più senso)  "I hate mondays" mentre spreme il tubetto del dentifricio e si imbratta tutto..quello che mi incuriosisce, bada bene l'importanza dell'argomento (rido), è perché diavolo i titoli dei film stranieri vengano spesso tradotti in malo modo o in modo totalmente diverso dall'originale. E' vero che qualche rara volta, il titolo in italiano è persino meglio dell'originale ma più spesso, confrontandoli, sorgono dubbi sulla sanità mentale del traduttore!!! A tale proposito ho fatto una ricerca on line e ho trovato un articolo esilarante con la top 100 delle peggiori traduzioni di titoli di film stranieri in italiano. 

Comunque, per me questa domenica, benedetta o maledetta che sia, è iniziata bene: sveglia alle h 8.00 per fare le foto alle tortine  prima di colazione e per catturare la luce del mattino che è bellissima. Avevo già preparato un po' il set prima di andare a nanna ieri sera: tavola di legno in posizione e una candidatura di piattini e forchettine, tovagliette, nastri (hai visto mai che riesco a fare quelle belle composizioni romantiche che vedo dalle mie amiche blogger?). 

h 8.30, trovato la composizione che mi appaga, anche senza nastri e altri orpelli, col centrino della mia adorata suocera. Foto fatte, posso godermi la mia "benedetta" (ora ci sta) colazione!!!

NB: ho provato una frolla all'olio diversa da quella che faccio abitualmente, vista da Mademoiselle Marina che sta sperimentando un regime alimentare vegano : crostata di frolla vegana al limone.  Ho profumato le mie crostatine con un altro agrume, avevo voglia di arancia,  e anzichè farcirle con la classica marmellata, ho optato per un curd super leggero di mia invenzione e già sperimentato più volte ma non vegano, perché l' uovo ci vuole altrimenti non è un curd! Ero anche tentata di aromatizzare o la frolla o il curd con qualche spezia. Mi piace molto,  per esempio, l'arancia col cardamomo, .avevo fatto tempo fa una specie di sbrisolona all'olio arancia e anice, il rosmarino sta bene con l'arancia, anche la menta (ma non è stagione) e ovviamente le spezie calde come cannella e chiodi di  garofano..ma alla fine ho scelto di farla in purezza per gustare appieno il gusto dell'arancia e non mi sono pentita. 


CROSTATINE INTEGRALI ALL'OLIO EXTRAVERGINE D'OLIVA E ARANCIA CON LIGHT CURD ALL'ARANCIA

Ingredienti per 3 tortine da 11 cm di diametro

165 g di farina tipo 2 bio

40 g di farina di mandorle

45 g di zucchero di canna biondo

la scorza grattugiata di un'arancia bionda non trattata (la mia era una navel)

30 ml di succo d'arancia 

25 ml di acqua fredda

50 ml d'olio extravergine d'oliva dal gusto fruttato, poco amaro, meglio se con sfumature agrumate 

1/2 cucchiaino di lievito istantaneo per dolci 

un pizzico di sale

Per il light curd

200 ml di succo d'arancia + 20 ml di succo di limone

la scorza di mezza arancia

100 g di zucchero di canna biondo

1 uovo intero

1/2 cucchiaino di agar agar 

Mescolate le farine con il lievito e setacciate. Mettete le farine in una terrina, aggiungete lo zucchero, la scorza grattugiata di un'arancia grande e mescolate bene, fate un buco nel centro, versatevi  l'olio, il sale, il succo d'arancia e metà dell'acqua. Iniziate ad incorporare i liquidi partendo dal centro con movimenti circolari e man mano assorbite la farina. Aggiungete la restante acqua o altro olio per completare l'impasto. Formate una palla, coprite con pellicola e ponete in frigo a riposare per almeno un'ora. 

Togliete la pasta dal frigorifero, arrotolatela a formare un cilindro, dividetela in tre parti uguali. Stendetela ogni fetta tra due fogli di carta forno fino a creare tre tondi appena più grandi delle formine e di 4-5 mm di  spessore. Oliate e infarinate la formine - operazione non necessaria se antiaderenti come le mie - rivestite le formine con la pasta, bucherellate il fondo, coprite con un foglio di carta forno e fagioli secchi o pesi appositi per pasticceria. Cuocete in forno pre-riscaldato a 170-175 ° C per 15 min. ca. Togliete la carta e i fagioli, terminate la cottura per altri 10 '.

Nel frattempo preparate il curd. Unite l'agar agar allo zucchero, lavoratelo con l'uovo intero, unite il succo d'arancia e le scorze a julienne; versate in una casseruola e  cuocete dolcemente fino a che arriverà ad ebollizione. Infine filtrate le scorze e fate intiepidire. 

Sfornate le crostatine, fatele raffreddare un poco su una griglia. Versate il curd tiepido ma ancora abbastanza fluido all'interno delle crostatine (se dovesse essersi rappreso troppo, rimettetelo un pochino al fuoco). A completo raffreddamento, decorate a piacere o con fettine d'arancia pelate al vivo o scorzette candite o  mandorle come nelle foto. 

Conclusioni: una frolla gradevole e profumata ma  ovviamente, come anche Marina sottolinea, ha una consistenza diversa rispetto alle classiche frolle col burro o anche con olio e uova (quella che faccio di solito), è un po' rustica anche per via della farina tipo 2, ma  a me non è dispiaciuta, anzi, la rifarò!



lunedì 17 febbraio 2020

TORTA D'ALBUMI CON FARINA DI CASTAGNE E CACAO

Scopro in frigorifero una confezione da 6 uova scadute da un paio di giorni, che fare? Per un paio di giorni le vogliamo buttare? Certo che no!
Copio subito una tortina d'albumi e cacao super light per la colazione da Alice di Panelibrienuvole, a cui apporto solo qualche  sostituzione strategica in base a quello che ho a disposizione e che aggiusto nelle quantità per adattarle una teglietta più piccola di quella indicata.
Una torta insidiosa per la sottoscritta, dove bisogna montare bene gli albumi e poi inserirli nell'impasto senza smontarli...una parola!! Per me rimane un mistero...però soffice è soffice, sarà grazie al lievito di cui ho abbondato? 
Non è dolcissima e quindi si potrebbe prestare ad una bella farcitura o glassatura con una crema al cioccolato o gianduia o semplicemente si taglia la fetta e si spalma con un po' di miele, preferibilmente di castagno e il gioco è fatto e la colazione è garantita!


TORTA AGLI ALBUMI, FARINA DI CASTAGNE  E CACAO

Ingredienti per una teglia da 18 cm

175 g di albumi 
100 g di zucchero di canna chiaro* (o zucchero bianco)
100 g di yogurt di soia bianco dolce* (o yogurt bianco) 
80 ml d'olio di riso* (o olio di mais)
70 g di farina 00 
50 g di farina di castagne*
20 g di fecola di patate* 
20 g di cacao amaro in polvere
18-20 ml di latte parzialmente scremato 
1/2 bustina di lievito istantaneo per dolci
zucchero a velo di canna per spolverare

* le mie sostituzioni rispetto agli ingredienti di Alice. Per quanto riguarda la farina, nell'originale c'era solo la 00, io ho fatto un mix e penso che adotterò la ricetta base anche per altre varianti, magari con farina di mandorle o nocciole, sempre con una parte di 00

Setacciate insieme le farine, il cacao e il lievito, unite lo zucchero e miscelate. Aggiungete l’olio, lo yogurt e il latte, incorporateli con una forchetta, fino ad ottenere un composto omogeneo.
Montate gli albumi a neve ben ferma con le fruste elettriche, poi uniteli a poco a poco al composto precedentemente preparato, incorporandoli delicatamente con una spatola.
Versate il composto nella tortiera precedentemente imburrata e infornate a 180°C per 25-30 minuti circa, facendo comunque, la prova stecchino finale per verificarne la cottura.



martedì 28 gennaio 2020

CAKE ALLA ZUCCA, ARANCIA E CARDAMOMO


E va beh, niente di speciale, proprio l'ennesimo cake alla zucca, anche se variamente profumato,  ma per me è speciale perché ogni volta che sforno un dolce soffice degno di tale nome è una vittoria!! 
Inoltre mi stimola anche il gioco di stile fotografico. Traggo ispirazione da libri e riviste o guardo le foto delle colleghe blogger, bravissime a mettere il piattino o il vassoietto adatto, la posata en pendant, i vari props, che io uso pochissimo, proprio non mi viene, sono minimal inside!!  
Per dire, qui ci sarebbe stata bene un'arancia come contorno o qualche fetta essiccata qua e là o una spolverata di zucchero a velo,  una tazzina da tè sfocata sullo sfondo...uffa...quanto tempo ci vuole a creare il set?? E quante suppellettili bisognerebbe avere? Io faccio con quello che ho ma urge un bel vassoietto rettangolare della misura del cake. Per questa volta ho risolto con il classico pezzetto di carta da forno che ho visto in molte foto e fa la sua riuscita. Mi piace. 
Ho fatto il dolce sabato pomeriggio e, volendolo assaggiare la mattina successiva a colazione, avrei fatto le foto presto, anche per cogliere la luce migliore del mattino. Ho puntato la sveglia apposta ma ho studiato il set il giorno prima altrimenti avrei dovuto svegliarmi ancora prima!!! Roba da blogger...
Quindi stamattina ho fatto alcuni scatti con due o tre opzioni, poi mi sono finalmente goduta il dolce a colazione e ho gioito del risultato. Era il secondo tentativo con la zucca, nel primo avevo sfornato una specie di frittata umidiccia e neanche tanto dolce. Che delusione quando vedi gonfiarsi il dolce in forno e poi pluff, crolla inesorabilmente dopo averlo tolto.
Questa volta invece ho fatto tutto a dovere e sono stata ripagata. Non è crollato, pur crepandosi ma è il suo bello...mi piace quel crepaccio che si forma più o meno al centro di questi cake, con quei bordi più bruniti;  infatti non l'ho spolverato con zucchero a velo perché mi piace così al naturale. 
La consistenza è soffice ma compatto, è cotto bene, è profumato, è dolce quanto basta, insomma sono contenta. E' un cake alla zucca! 
L'aromatizzazione della zucca con arancia e cardamomo è collaudata da tempo, avevo già fatto una marmellata con questa combinazione di gusti e ne ero rimasta piacevolmente colpita, quindi sono andata sul sicuro nel replicarla in un dolce. 

CAKE ALLA ZUCCA, ARANCIA E CARDAMOMO

per uno stampo da cm 20 x 11 - h 7 

100 g di farina tipo 2
100 g di farina di riso
50 g di fecola di patate
200 g di polpa di zucca butternut
135 g di zucchero di canna biondo finissimo
100 ml d'olio evo delicato
10 g di lievito per dolci bio
3 uova medie
1 arancia media non trattata
1 cucchiaino di estratto di vaniglia
1 cucchiaio di cardamomo in polvere
un pizzico di sale fino

Tritate molto finemente nel mixer la polpa di zucca, mettetela in un colino grande a maglie fini e fatela scolare bene. Tamponatela con carta assorbente da cucina.
Montate le uova con lo zucchero, incorporate l'olio e continuate a montare fino a che si formerà un composto spumoso ma consistente. Setacciate le farine con il lievito e il cardamomo.
Versate poco alla volta il mix di farine nel composto di uova, olio e zucchero, incorporate vigorosamente per non formare grumi, aggiungete la zucca tritata, il succo di metà arancia, la scorza di un'arancia intera grattugiata, la vaniglia, il pizzico di sale e amalgamate tutto.
Versate nello stampo ben imburrato o oliato e infarinato e cuocete a 170-175° C per circa un'ora.
Fate comunque la prova stecchino e regolatevi secondo il vostro forno.
Lasciate intiepidire un pochino il dolce, infine sformatelo e lasciatelo su una griglia ad asciugare e raffreddare completamente

lunedì 24 giugno 2019

TATIN DI ALBICOCCHE E TIMO AL LIMONE

Ops! Mi è scappato un dolce! Un dolce che è tutto un programma ma con la tatin ci si salva sempre! E' una torta che nasce sbagliata!
Mi sta troppo simpatica, è più di una torta, è una metafora della vita.
Non credo di esagerare facendo un tale paragone. Non nasce da un errore? da un mezzo disastro? eppure è stata "venduta" come torta rovesciata ed ha riscosso il successo che tutti conosciamo.
In altre parole, dietro ad ogni crisi, ad ogni momento negativo, ad ogni errore si nascondono opportunità impensate, sicuramente possibilità di imparare e di migliorare, ma  a volte succede che una grande scoperta nasca proprio da uno sbaglio e dal caso!
Lo dice anche il proverbio: non tutto il male vien per nuocere..

La mia tatin è nata proprio da un bel pastrocchio, ha una storia buffa ma alla fine è venuta buona, questo è quello che conta, ed esteticamente accettabile, sembra una tatin in piena regola, no?

Tutta colpa dei nostri vicini che non vengono mai nella loro casa del mare, che è proprio sotto il nostro appartamento,  e abbandonano l'albero di albicocche del loro giardino,  e queste cadono inesorabilmente a terra. Non si può certo sciupare la frutta che hai la fortuna di avere sotto casa, a cm zero!!
E' già qualche giorno che facciamo scorpacciate di albicocche e ieri mi è venuto lo schiribizzo di farci un dolce, è veramente tanto tempo che non inforno, c'era una bella ventilazione, si poteva fare
Accendo il forno e...sorpresa! Il forno è morto!  Non mi sgomento, ormai sono determinata, posso  cuocerla nel microonde!! Ok, riproviamo il dolce nel microonde, l'avevo fatto in passato e tiro fuori la ricetta. Controllo cosa offre la dispensa, ho delle bustine con un surrogato delle uova che mi mancano, sacchettini di ogni tipo prossimi alla scadenza, in frigo  una bottiglia di latte aperta che rischiava di andare a male..insomma svuoto bottigliette e sacchettini di farina mista, zucchero di cocco e lievito istantaneo e opto per una torta soffice, tipo torta di mele ma con le albicocche.
Però strada facendo cambio idea e faccio caramellare le albicocche, le metto sul fondo della teglia, pensando appunto ad una torta rovesciata,  ma insisto nell'impasto soffice, non propriamente da tatin. Infatti mi viene una mezza frittata perchè poi il nuovo microonde non è funzionale come il vecchio che mi si è fulminato un mese fa e ancora non riesco a gestirlo al meglio. Sicchè vado di colpetti di 3-4 minuti alla volta fino a che non mi sembra ben cotta e la conferma la dà la prova stecchino,  infine esulto, mi sembra ok! La sforno, la rovescio e la faccio gratinare ancora un paio di minuti sotto il grill del microonde che non avevo mai usato ed esce una puzza che mi fa prendere un colpo!! Preoccupata, apro subito lo sportello  per controllare, invece,  la mia tortina miracolosa era proprio una bella tatin caramellata al punto giusto e stamattina a colazione finalmente l'assaggiamo e con nostra grande sorpresa, scopriamo che è pure buona!!

PS: stamattina ho scoperto, con grande gioia, che in realtà il forno funziona, era solo abbassato l'interruttore di sicurezza!!


Mi sono chiesta se fosse il caso di postare la ricetta ma se qualcuno volesse sbagliare come me, eccola:

Ingredienti per una teglia da 18 cm

200 g di farina (tipo 2 e 0)
3 cucchiai colmi di zucchero di cocco (o zucchero di canna muscovado)
1 cucchiaino di lievito istantaneo
2 bustine di l'Ov  o  2 uova intere*
200 ml ca di latte parzialmente scremato
30 ml d'olio evo fruttato leggero

7-8 albicocche
2 cucchiai di zucchero di cocco o muscovado
una noce di burro
la scorza di un limone non trattato, tagliata a julienne con un rigalimoni.
2-3 rametti di timo limonato

* se si usano le uova intere, è necessario dimezzare la dose del latte


Denocciolate le albicocche, tagliatele in 4, fatele caramellare con lo zucchero, il burro, le scorze di limone e i rametti di timo limonato.
Imburrate una pirofila da microonde, versate sul fondo le albicocche.
Diluite con il latte le bustine di l'ov, unite lo zucchero, l'olio, sbattete bene, versate a pioggia la farina con il lievito,  mescolando vigorosamente. Dovete ottenere una pastella piuttosto densa da versare sopra le albicocche, coprendole completamente.
Cuocete in forno a microonde potenza massima per 20' in totale. Fate intiepidire, rovesciate la torta su un piatto di ceramica o porcellana e fate dorare sotto il grill per un paio di minuti.

domenica 9 dicembre 2018

SBRISOLONA ALL'OLIO EXTRAVERGINE D'OLIVA, ARANCIA E ANICE


Ops! E' di nuovo domenica ed è di nuovo dolce-mania e sempre a modo mio!!
Questo è proprio un dolce vuota dispensa. Avevo tre tuorli avanzati e si avvicinava la domenica. Niente cremine o maionesi, ci vuole il dolcino!
L'unico dubbio era soffice e croccante? Ha vinto il croccante.
Avevo anche un bel mix di frutta secca con mandorle, noci, pecan e nocciole e non ho potuto fare a meno di pensare alla sbrisolona.
Decido di farla con l'olio extravergine e con poco zucchero, inoltre mi diverto a profumarla con arancia e anice.
Non è venuta male, anche perchè la sbrisolona è una torta che ti salva sempre, anche se la sbagli, tanto si deve sbriciolare hahahahahaha



Per una teglia di cm 20

150 g di farina tipo 2
50 g di farina tipo 0 o farina di riso
50 g di farina di mais
3 tuorli di uova bio
90 g di zucchero di canna biondo
80 g di olio extravergine d'oliva profumato, con note speziate e di mandorla dolce, piccante e amaro leggero (leccino, pendolino, biancolilla, moresca..)
una generosa manciata di frutta secca a piacere (noci, nocciole, mandorle, pecan)
un cucchiaino di semi di anice sminuzzati
la scorza grattugiata di un'arancia non trattata e un po' di succo
un pizzico di sale fino


In una capiente terrina, lavorare bene con una frusta i tuorli e lo zucchero con l'olio fino a formare una crema, versare poco alla volta le farine mescolate e setacciate, il sale, la frutta secca tritata grossolanamente, le scorze d'arancia e i semi d'anice,  e continuare a lavorare con un cucchiaio, diluendo con un paio di cucchiai  di succo d'arancia,  fino a che si formeranno dei grossi bricioloni.
Versare i bricioloni in una teglia oliata e infarinata, compattarli in modo da coprire tutta la superficie della teglia. Eventualmente cospargere la superficie con altro zucchero. Cuocere in forno pre-riscaldato a 170-180° C  per 30-35 minuti.






domenica 2 dicembre 2018

CROSTATINA CON FARINA DI CASTAGNE ALL'OLIO EXTRAVERGINE D'OLIVA E RICOTTA


E niente...d'inverno mi prende la mania del dolcino della domenica, soprattutto dolci da forno, che si accende più volentieri che d'estate!
Il consorte le reclama e io cerco di accontentarlo, anche se a modo mio....mò vi spiego....
Seguo alcune  amiche blogger, fra cui, in principal modo,  Alice di Panelibrienuvole e Patrizia  di Andante con gusto, bravissime sfornatrici seriali di torte e altri dolci golosi, che sono contagiose sia per la copiosa produzione  che per le curate mise en place e le impeccabili foto accattivanti su cui sbavo inesorabilmente! E io prendo spunto qua e là, impegnandomi a costruire un minimo di set anzichè focalizzare l'attenzione al piatto nel mio stile iper minimalista.
Lo scorso anno, di questi tempi, mi ero anche accanita a comperare tante "caccavelle" nei mercatini o frugare fra i cassetti di mamma.
In questa relizzazione, per esempio,  finalmente utilizzo un piattino di peltro e delle forchettine estorte a mia mamma  con la motivazione ruffiana:  "ma dai tanto tu non le usi, stanno ad annerire nel cassetto, io almeno le  immortalo sul blog e ti rendo omaggio, no?"  (le rendo immortali sarebbe stato troppo presuntuoso!!) E invece anche nel mio cassetto stazionavano inutilizzate da tempo...
Inoltre, mi piace scattare la mattina abbastanza presto,  quando c'è una luce calda e mi diverto un po' con il controluce. Boh...insomma a me il risultato piace e non solo la foto ma anche la crostatina.

Anche qui mi sono impegnata dai...piattini rétro e tovaglietta vintage fatta dalla suocera, le solite forchettine della prima foto, zuccheriera e tazzine da caffè del servizio bòno!


Ma, oltre alla dolcino-della-domenica e photo-food mania, mi è presa anche la mania del dolcetto "senza", cioè  alleggerito, soprattutto di grassi, saturi in particolare,  e zuccheri che se si limitano è meglio. Ogni tanto faccio degli esperimenti dai risultati piuttosto discutibili ma il marito non si sgomenta, prende le fette dei miei dolci non dolci, se le spalma di miele o marmellata e gode lo stesso, come l'ultima torta "al risparmio" fatta con farina di mais che era praticamente una polentina gnucca e vagamente dolce ma che, opportunamente "truccata" come dice lui, si poteva pucciare nel tè e diventava accettabile! (ovviamente non l'ho immortalata nel blog)

Scherzi a parte, i dolci con l'olio extravergine d'oliva non sono una novità e ne ho diversi sul blog, incluse proprio delle crostatine con farina di castagne in una serie di  mutazioni di castagnaccio e ricotta 
Per il resto ho usato un dolcificante di sintesi, (orrore! lo so ma altre cose come la stevia o sciroppi vari non mi piacciono),  anzichè lo zucchero, sia per la crostata che per la crema di ricotta, una ricotta senza lattosio, (pure!) diluita con latte di riso. La farina di riso e la farina di castagne rendono il dolce anche senza glutine. Ma per carità, non sono una talebana! Sono solo esperimenti e comunque la prima regola è il buon senso e la moderazione nel consumo dei dolci "veri" o "truccati" che siano!
Arricchiscono la crostata ingredienti vuota dispensa ma che mi ispiravano: albicocche secche e noci pecan, golose, sane  e ricche di ottimi nutrienti oltre che adatte al mio dolce con la delicata acidità dell'albicocca e la nota dolce tostata delle pecan.  E infine, per completare, perchè all'assaggio, ho capito che ero stata un po' troppo parca in dolcezza, ho cosparso il tutto con  un filo di malto d'orzo a mo' di caramello, perchè quello offriva la dispensa! Niente male alla fine, niente male!


Per 3 tortine diametro 12 cm 

150 g di farina di riso
100 g di farina di castagne
90-100 g di olio extravergine d'oliva dal gusto fruttato delicato,  poco amaro, piccante medio leggero*
10 g di Dietor o 90 g di zucchero semolato finissimo
1 uovo intero + uno o due cucchiai d'acqua se  necessari
un pizzico di sale

Per la crema di ricotta
100 g di ricotta vaccina senza lattosio
20 ml di latte di riso
1/2 cucchiaino di Dietor o un cucchiaio di zucchero a velo

Per guarnire
noci pecan
albicocche secche
malto d'orzo fluido o miele di castagno
(opzionale: foglioline di timo fresco. le ho dimenticate ma secondo me ci starebbero benissimo)

* per l'olio extravergine d'oliva, l'esperto AIRO (Associazione Internazionale Ristoratori dell'Olio), Filippo Falugiani consiglia una monocultivar toscana Pendolino non aggressiva con sentori di mandorla dolce fresca, erbe officinali e pepe bianco. Amaro e piccante di intensità medio-lieve

Setacciare la farina di castagne un paio di volte, mescolarla con la farina di riso e un pizzico di sale fino.
Sbattere con una frusta le uova con l'olio e il dolcificante o lo zucchero e lavorare bene a crema, unire a pioggia a poco a poco le farine, incorporare mescolando continuamente. Quando inizia a diventare consistente, versare l'impasto su una spianatoia e lavorare con le mani fino ad ottenere una pasta liscia, compatta e abbastanza elastica. Se necessario, durante la lavorazione, unire un po' d'acqua fredda.
Avvolgere con una pellicola e lasciar riposare fuori dal frigorifero un'ora.

Ungere e infarinare gli stampi. Creare un salsicciotto con la pasta, dividerlo in tre parti uguali, formare delle palline e infine stenderle col matterello in un disco appena più largo degli stampi.
Foderare gli stampi con la pasta, bucherellare la superficie, coprire con carta da forno, inserire dei pesi e cuocere in bianco per 12-15' a 170-180° C. Togliere la carta, completare la cottura per altri 4-5 minuti. Sfornare, lasciar raffreddare e togliere dagli stampi.

Preparare la crema di ricotta, mescolando  la ricotta con il latte di riso e il dolcificante o zucchero (meglio se a velo per la crema). Farcire le crostatine ormai fredde con la crema di ricotta, guarnire con pezzetti di albicocche e noci pecan (eventualmente anche foglioline di timo fresco) e far colare a filo un po' di malto d'orzo (o miele di castagno)

NB: consiglio di mangiarle subito appena farcite altrimenti bisognerebbe conservarle in frigorifero per via della ricotta e si bagnano un po' e perdono di friabilità.



giovedì 1 novembre 2018

CROSTATA ALL'OLIO CON CURD AL BERGAMOTTO


E chissenefrega se fuori è tutto grigio, piove e fa freddo! In casa c'è questa torta dorata con le stelline, perfetta con un bel tè caldo!! Ma insomma, siamo in stagione, prima ci si lamentava che era troppo caldo, poi il buon Dio ci ha puniti perché ci lamentiamo troppo e ha scatenato una buriana devastante, ecco!! E' il primo novembre, è il tempo di Ognissanti e dei Defunti, un po' di freschino ci sta e la natura ha bisogno d'acqua (non di acquazzoni però..). Ricordo che da piccola, per i "Morti" si tirava fuori il cappotto e mio padre ha sempre mantenuto la tradizione anche quando capitavano dei primi di novembre tiepidi e mia sorella ed io  lo prendevamo in giro e ridevamo come matte!!

Amarcord e considerazioni sul meteo a parte, andiamo alla ricetta. Mi è venuta voglia di fare una crostata all'olio ispirata dall'arrivo dell'olio novo.  Questa però è fatta con l'olio dell'anno passato, quello nuovo è troppo forte e piccante. Parlo di quello toscano in particolare, ovviamente, ma ovunque l'olio extravergine d'oliva appena franto è più intenso, poi si addomestica col passare dei mesi.
Il curd al bergamotto è stato un po' alleggerito: anzichè solo uova, ho utilizzato meno uova delle dosi classiche del lemon curd e mi sono aiutata con  un addensante. Anche per la mantecatura finale si può utilizzare l'olio. Inoltre si può preparare con qualsiasi altro agrume, dosando lo zucchero a seconda dell'agro o dell'amaro. Ho optato per il bergamotto anzichè il solito limone perchè sono appena apparsi in commercio  i bergamotti e mi divertono molto in cucina sia nel salato, soprattutto col pesce, che nel dolce. Vedi TRE CRUDI E UN BERGAMOTTO  SCALOPPINE DI PESCE SPADA IN AGRODOLCE AL BERGAMOTTO e LA PERLA DI CALABRIA  e LA TORTA AL PROFUMO DI BERGAMOTTO DI ILARIA



Dosi per una teglia da 25-28 cm di diametro

Frolla all'olio
300 g di farina
90 g di zucchero semolato
120 ml d'olio extravergine d'oliva dal gusto fruttato delicato
1 uovo intero + 1 tuorlo
un pizzico di sale
scorza grattugiata di 1 limone(o bergamotto)  e un po' di succo

Curd al bergamotto
240 ml di succo di bergamotto di Calabria (o limone/arancia/mandarino/pompelmo...)
270-300 g di zucchero semolato (da dosare in base all'agrume utilizzato)
2 tuorli + 1 uovo intero
scorza grattugiata di 1 bergamotto (o limone/arancia/mandarino/pompelmo...)
3 g di agar agar o pectina di mele
2 cucchiai di olio extravergine d'oliva o una generosa noce di burro

Mettere l'olio, lo zucchero e le uova in una terrina, sbattere bene con una frusta, si formerà una sorta di maionese. Aggiungere la scorza grattugiata di un limone, il pizzico di sale, un cucchiaio di succo di limone e infine  la farina, versata a pioggia attraverso un setaccio, incorporare mescolando vigorosamente con un cucchiaio. Quando l'impasto inizia ad essere consistente, trasferirlo su una spianatoia, finire di lavorarlo e formare una palla. Coprire con pellicola e mettere in frigorifero almeno un'ora, meglio se due o tre.

Passato il tempo di riposo, riprendere la pasta, lavorarla un poco, stenderla al matterello fra due fogli di carta da forno. Creare un disco appena più grande del diametro della teglia. Imburrare o oliare e infarinare la teglia, disporre il disco di pasta dentro la teglia aiutandosi con il foglio di carta da forno. Ritagliare i bordi in eccesso che si posso re-impastare e stendere per ottenere le stelline con un coppa biscotti (o altre forme o le classiche strisce). Ripiegare i bordi con i rebbi di una forchetta, schiacciando un poco. Bucherellare la pasta qua e là. Coprire con carta da forno e pesi da pasticceria o fagioli secchi/riso. Disporre le stelline su una piccola teglia. Cuocere in forno a 170-180° per 10' le stelline, 15' la torta, togliere la carta da forno e i pesi, togliere le stelline dal forno e completare la cottura del guscio di frolla per altri 5 minuti. Non deve cuocere molto, deve dorare appena.

Per il curd: mescolare le uova con lo zucchero e l'agar agar, diluire con il succo di bergamotto, unire la scorza grattugiata. Cuocere a bagno maria o direttamente sul fuoco a fiamma bassa fino a che inizierà a rapprendere. Filtrare attraverso un colino cinese e far raffreddare velocemente per qualche minuto  in una boule con ghiaccio, mantecare con l'olio o il burro e versarlo nel guscio di frolla quando è intiepidito ma ancora fluido. Far rapprendere e infine decorare con le stelline o altre forme di pasta.






giovedì 18 ottobre 2018

LA TORTA DI MELE DI CLAUDIA RODEN PER I LOVE APPLE CAKE DI MAG ABOUT FOOD


"Confortatemi con le mele" recita il titolo di un celebre romanzo di Ruth Reichl, una delle autrici apripista della letteratura gastronomica moderna. E cosa c'è di più confortante di una classica torta di mele? E' proprio alla torta di mele che il nostro Mag about Food di ottobre dedica la rubrica   "I love apple cake" con ricette d'autore per una classica irrinunciabile bontà!



A me è stata affidata l'interpretazione di una ricetta di torta di mele di influenza ashkenazita di Claudia Roden, autrice inglese di libri di cucina,  dal suo  "Il libro della cucina ebraica" 
Qui sotto la ricetta di questa torta di mele e per scoprire anche  tutte le interpretazioni della nostra rubrica, seguite questo link: I love apple cake  dal sito Mtchallenge. 

E confortatevi con le  mele! (meglio ancora se nelle torte) 



6 mele acide o dolci - io ho usato quelle golden rugginose che si vedono nella foto
Il succo di 1 limone e ½
4 uova, albumi e tuorli separati
150 g di zucchero
140 g di farina 0
2 cucchiai da minestra di burro dolce fuso o olio vegetale
½-1 cucchiaino da caffè di cannella in polvere

Pelate le mele, rimuovete i semi e tagliatele a lamelle. Mettetele in un recipiente contenente acqua acidulata con un terzo del succo di limone, poi sgocciolatele.
Sbattete i tuorli con lo zucchero (mettete da parte una cucchiaiata di zucchero da cospargere sulla superficie), aggiungete il restante succo di limone e, a poco a poco, incorporate tutta la farina mescolando vigorosamente.
Incorporate infine gli albumi montati a neve ben ferma.
Versate metà del composto in uno stampo a cerniera da 23-25 cm di diametro oliato e infarinato.
Disponetevi sopra, in un solo strato, le mele affettate e poi versate il resto del composto. Disponete in cerchio sulla superficie le restanti fette di mele. Irrorate con il burro fuso o l’olio, spolverate con zucchero e cannella.
Ponete a cuocere in forno pre-riscaldato a 180° C per 1 h. Potete passare la torta sotto il grill 1’ per caramellizzare la superficie. 

domenica 11 marzo 2018

LA TORTA PROFUMO DI BERGAMOTTO DI ILARIA



Finché durano i bergamotti, perchè siamo agli sgoccioli, sfruttiamoli!
Ecco una torta deliziosa, morbida, umida  e profumatissima, a tutto bergamotto,  replica quasi fedelissima di una ricetta dell'amica blogger Ilaria Talimani di Soffici Blog. Ho cambiato solo la glassa e l'ho tinta di verde per onorare l'oro verde di Calabria, cioè il bergamotto, la rivelazione di quest'inverno grazie al nostro Calendario del Cibo Italiano che gli ha dedicato una giornata e ha indetto il contest Bergamot-ti-iamo! 

E' pronta da un po' a dire il vero ma finalmente mi è venuta voglia di condividerla per rischiarare un po' questa giornata grigia e uggiosa!

Ho dimezzato le dosi della torta di Ilaria, non avendo uno stampo a ciambella adatto ma solo uno piccolino di 14 cm di diametro, piccolo anche per metà dosi e quindi l'ho distribuito in due stampi diversi, uno da budino col buco e uno da cake rettangolare. E' riuscito molto meglio quello nello stampo da budino e quello è stato immortalato anche per onorare l'originale. Direi quindi che le dosi vanno bene per una tortiera normale da 22 cm.
Ho fatto la prova con la stessa glassa alla vodka e senza glassa. Sono ottime entrambe ma per mangiarla a colazione, ho optato per quella senza vodka anche se è una sfumatura alcolica lieve ma più da pomeriggio che da mattina :-)



Ingredienti per la torta

140 g di farina 00
180 g di semolino
30 g di farina di mandorle
2 cucchiaini di lievito istantaneo in polvere
1/2 cucchiaino di bicarbonato
1/2 cucchiaino di sale fino
175 g di zucchero semolato (anzichè 200)
125 g di yogurt intero al naturale
30 ml di succo di bergamotto fresco
80 ml d'olio extravergine delicato (anzichè 100)
2 uova intere
1/2 cucchiaino di estratto di vaniglia
1/2 cucchiaino di timo limone in polvere


Ingredienti per la glassa

60 ml di succo fresco di bergamotto
40 ml d'acqua
1 cucchiaio colmo di zucchero a velo
una puntina di cucchiaino di colorante verde in gel
una puntina di cucchiaino di xantana in polvere

Per le scorze
scorze di bergamotto tagliate a julienne finissima con un rigalimoni
zucchero semolato qb

Secondo le indicazioni di Ilaria, per la torta: versare in una ciotola tutti gli ingredienti secchi: farina, semolino, mandorle, lievito, bicarbonato e sale e mescolare vigorosamente con una frusta fino ad ottenere un colore omogeneo.
Aggiungete il timo al succo di bergamotto, mescolate e lasciate qualche minuto in infusione. Versate lo zucchero nella ciotola della planetaria con la foglia montata. Aggiungete il succo e mescolate a velocità 1 fino ad ottenere un aspetto sabbioso (circa 20 secondi).  Versate l’olio e aumentate a media velocità fino ad ottenere un’emulsione.
Sempre a velocità  media aggiungete le uova al composto, una alla volta e la vaniglia. Versate ora 1/3 degli ingredienti secchi fino a  che saranno ben incorporati. Poi metà dello yogurt. E ripetete con 1/3 secchi e yogurt e finite con l’ultima parte delle polveri.
Versate il composto in uno stampo da bundt cake (o budino) precedentemente imburrato e infarinato.  Infornate e cuocete per circa 1h, fa sempre fede la prova stecchino (state attenti ad andare bene fino al centro, essendo lo stampo alto). Lasciate raffreddare su una gratella per una decina di minuti e sformate.
Intanto che la torta è ancora tiepida preparate la glassa.
Le mie varianti per la glassa e la decorazione finale: emulsionate il succo di bergamotto con l'acqua, lo zucchero a velo e la xantana, aggiungete il colorante. Appena inizia a rapprendere un poco, colate la glassa  sulla torta. Questo tipo di glassa resta trasparente e rende la torta  bella umida e lucida in superficie.
Per la decorazione,  zuccherate semplicemente le scorzette, scaldandole appena, senza farle caramellare, solo per permettere allo zucchero di sciogliersi un poco e attaccarsi alle scorze. 
Anche mio marito ringrazia Ilaria!! 


domenica 31 dicembre 2017

CROSTATA ALLA LIQUIRIZIA CON CREMOSO ALLO ZAFFERANO


Chiudo l'anno con un dolce. Quest'anno ne ho prodotti molti e mi sono scoperta neo appassionata di pasticceria, arte in cui non mi sono mai riconosciuta ma che ora mi stimola e mi appaga, forse perchè ogni volta è una nuova sfida o semplicemente puro divertimento!
Conosco e uso lo zafferano da tempo, sia nel dolce che nel salato ma recentemente mi è presa un po' la zafferano-mania, complice la visita alla produzione fiorentina sull'affascinante collina di Bellosguardo, a fine ottobre,  di cui ho scritto qui e al contest che ne è seguito, organizzato dal Calendario del Cibo Italiano per cui ho meritato la finale con le mie  praline ai tre cioccolati e zafferano in cui ho osato vari abbinamenti, alcuni nuovi, altri  consolidati come zafferano e liquirizia. Due profumi e gusti che se dosati con il giusto equilibrio si sostengono a vicenda anzichè  farsi la guerra come due galli in un pollaio perchè entrambi hanno una spiccata personalità che li vedono spesso protagonisti assoluti.

Un invito a pranzo improvvisato mi ha spinta a preparare un dolcetto e a riprovare il cremoso allo zafferano e cioccolato bianco ideato per le praline ma da utilizzare come farcia per una crostata, che non ho potuto fare a meno di aromatizzare alla liquirizia, come sperimentato per una leggendaria frangipane emmeticina. Poi la superficie era un po' spoglia e ho sparpagliato sopra quello che mi ispirava in dispensa: arance candite, granella di pistacchi e qualche ciuffetto di finocchietto selvatico del mio giardino. Ha funzionato! Al punto tale che mia nipote, avendola assaggiata come invitata di quel pranzo,  mi ha chiesto di prepararla di nuovo insieme un pomeriggio durante le vacanze natalizie e mi ha convinto a buttar giù la ricetta e a pubblicarla. E quindi eccola:



Ingredienti per una tortiera tonda da 20-22 cm

per la frolla alla liquirizia:
160 g di farina 00
80 g di zucchero semolato
80 g di burro bavarese
1 tuorlo grande (25 g)
1 cucchiaino di liquirizia di Calabria in polvere
la scorza grattugiata di mezzo limone non trattato
un pizzichino di sale fino

per il cremoso allo zafferano:
120 g di latte parzialmente scremato
100 g di panna liquida fresca
45 g di tuorlo
100 g di cioccolato bianco
1 cucchiaino di agar agar
1/2 cucchiaino di pistilli di zafferano *

per guarnire: granella di pistacchi di Bronte, arancia semi-candita**, ciuffi di finocchietto selvatico

* mettere a macerare i pistilli di zafferano nel latte per almeno 12 h, conservando in frigo in un recipiente coperto.

** Arancia semi-candita (perché la canditura è un'altra cosa...)
La buccia di un’arancia non trattata, tagliata a spicchi, mantenendo parte del bianco,  sbianchita due volte in acqua bollente e infine semi-candita in uno sciroppo di acqua e zucchero 2:1 a fuoco dolcissimo. Quando lo sciroppo accenna a schiumare, spegnere e lasciare in immersione fino a quando la buccia appare quasi traslucida. Prelevare con una pinza e disporre su una griglia ad asciugare. Conservare in frigorifero in un contenitore chiuso. 
Setacciare la farina con la polvere di liquirizia e il pizzico di sale, aggiungere la scorza di limone grattugiata, impastare su una spianatoia con il burro freddo a tocchetti e l'uovo. Formare una palla, avvolgere con pellicola e passare in frigorifero almeno mezz'ora. Infine stendere la pasta, rivestire la tortiera creando dei bordi di ca 2-3 cm di altezza. Foderare la superficie, bucherellata con una forchetta,  con carta da forno, coprire con fagioli secchi/riso o le perle di ceramica apposite. Cuocere in forno a 180 ° C 15-20 minuti (dipende molto dal forno), togliere la carta e i pesi, completare la cottura per altri 10 minuti circa. Sformare e far raffreddare.
Per il cremoso : filtrare il latte e versarlo a filo sull'agar agar in una ciotola, mescolando velocemente per non creare grumi. Unire la panna, mescolare e versare il tutto sui tuorli appena sbattuti, amalgamare bene. Porre su fiamma bassa ad addensare mescolando continuamente con una frusta (meglio ancora a bagno maria fino a raggiungere 85° C). Quando la crema velerà il cucchiaio, come una crema inglese, unire il cioccolato tritato. Togliere dal fuoco e mescolare fino a che si sarà completamente sciolto. Raffreddare velocemente la crema in un bagno di acqua e ghiaccio, mescolando spesso. Prima che rapprenda completamente, versarla nella base di frolla alla liquirizia e livellare in modo da ottenere una superficie liscia. Porre in frigorifero a rassodare completamente. Qualche ora di riposo, se non tutta una notte non potranno che giovare al risultato finale.
Prima di servire cospargere con la granella di pistacchi e l'arancia candita tagliata a cubetti e, se piace, qualche ciuffetto di finocchietto selvatico.

E...BUON ANNO!!!





giovedì 12 ottobre 2017

LA TURTA DA BIGIU O UN MICHELACC PARTICOLARE


Conosciuta anche come torta di pane o torta paesana, in Brianza e in tutto l'hinterland milanese è semplicemente la Turta Michelacc (si legge con l'accento sulla sillaba finale e con la doppia c di doccia), da mica cioè michetta, il pane tipico del milanese, e latte.
Le origini sono  paesane, contadine, povere. E' un dolce che nasce, come tanti altri eccellenti esempi di cui la gastronomia italica è ricca,  dal riciclo del pane avanzato ed è frutto del solito ingegno delle massaie di un tempo,  che si inventavano piatti gustosi e adatti a riempire gli stomaci, semplicemente con quello che c'era a disposizione e secondo la regola ferrea che "non si butta via niente" figuriamoci il pane!! 
Un vero sacrilegio buttare il pane, simbolo di cibo per antonomasia e a cui da sempre vengono associati  significati di sacralità.
Anche a casa mia, quella dove sono nata e cresciuta, in terra lombarda dunque, non dove abito ora, che è ben al di là del Po,   vigeva questa regola e il rispetto per il pane era sacro. Ricordo ancora l'unica volta, da bambina, e mi servì da lezione per sempre, in cui il mio papà si indignò e mi rimproverò  severamente perché mi vide buttar via alcuni resti di pane. Mi spiegò che ne aveva sofferto la fame in tempo di guerra e da quella esperienza, per lui il pane era diventato  sacro.


Boffalora S/Ticino - Foto dal web

E sempre a casa mia,  cioè a Boffalora S/Ticino, il Michelacc prendeva un nome speciale: Turta da Bigiu. Era stato ribattezzato scherzosamente da mia nonna Maria, la nonna paterna che ha sempre vissuto con noi (anche se a dirla tutta eravamo più noi che vivevamo con lei) in riferimento al vecchio vicino, soprannominato Bigiu,  che una volta gliela fece assaggiare ma la versione del vicino non l'aveva soddisfatta perché era troppo bagnata e quando affondò  la forchetta fece  pluff e riaffiorò il latte che  "la pareva una pulta" (sembrava una polentina, una pappetta). Mi  sembra di sentirla ancora quando la raccontava e come rideva divertita scherzando il povero Bigiu!

Bigiu era originario di Bernate Ticino,  un grazioso paesino appena un ponte più a nord del nostro; entrambi sorgono lungo il naviglio Grande, un canale artificiale risalente al XII secolo, navigabile fino alla darsena dei navigli a Milano e solcato dallo storico "Barchett de Bufalora" oltre che da moderne imbarcazioni per crociere sui navigli.

Il Barchett di Boffalora

Eccomi ritratta di recente, in  navigazione lungo il Naviglio sul barchett

Il Michelacc  si preparava e si prepara tutt'ora a Bernate in occasione della festa del paese che cade la seconda domenica di settembre e anche se tra Boffalora e Bernate c'è sempre stata una, seppur bonaria, guerra di campanile, la nonna lo preparava in quei giorni  o comunque durante l'autunno.

Bernate - foto dal web

Il dolce non ha una vera e propria ricetta e sicuramente si è arricchito nel tempo; di base si fa rinvenire il pane secco nel latte, poi si aggiungono principalmente uova, zucchero, cacao, uvette e frutta secca, amaretti o altri biscotti secchi o quello che volete buttarci, aromi inclusi. Il segreto della nonna erano le mentine!! Sì, i suoi "tirafià", delle grosse pastiglie di zucchero alla menta che lei nascondeva nel suo cassetto della biancheria e noi nipoti dispettose saccheggiavamo puntualmente!
Allora mi sembrava una cosa molto stramba, in tempi recenti invece l'ho riscoperto e l'ho riciclato già due volte qui sul blog, per i baci di cioccolato e gli ossi dei morti.
La consistenza della torta è un po' bagnata e densa, ricorda il castagnaccio ma ha uno spessore maggiore.

Ed ecco il mio Michelacc  o "Turta da Bigiu"  per la Giornata Nazionale della Torta di Pane, secondo il Calendario del Cibo Italiano


Ingredienti per una tortiera da cm 20-22 di diametro

400 g di pane raffermo (io ho usato il toscano)
700-800 ml di latte  parzialmente scremato (o come ho fatto io per caso 500 ml di latte + 100 g di ricotta vaccina)
80-100 g di amaretti secchi tritati
60 g di uvetta sultanina rinvenuta in acqua calda
60 g di mandorle (o pinoli)
4 cucchiai colmi di zucchero di canna
2 cucchiai di cacao amaro
2 uova
una decina di mentine o in alternativa 1 cucchiaio di menta essiccata
1 cucchiaio di all spice (o mix di cannella, noce moscata e chiodi di garofano)
scorza grattugiata di 1/2 limone non trattato

Portate ad ebollizione il latte con lo zucchero e due o tre scorze di limone. Togliete le scorze, versate  il latte sul pane tagliato a dadini e lasciatelo ammorbidire. Infine sfaldatelo con una forchetta o passatelo al mixer per un risultato più omogeneo. Fate intiepidire e amalgamate le uova leggermente sbattute e tutti gli altri ingredienti con la restante scorza di limone grattugiata. Io avevo poco latte e il pane toscano essendo molto consistente ha bisogno di più liquido, nell'emergenza ho pensato di utilizzare un rimasuglio di ricotta che avevo in frigorifero. La quantità di latte dipende molto dal tipo di pane utilizzato. Non esagerate altrimenti vi tocca lasciarlo in forno a lungo per non avere l'effetto "pluff".
Amalgamate bene tutti gli ingredienti, versate il composto in una tortiera imburrata e cuocete in forno a 180° C per 35-40 minuti.
Fate riposare un giorno prima di consumarlo, se resistete, perché sia la consistenza che il gusto ne beneficeranno e il palato ringrazierà! Cospargete con zucchero a velo.