martedì 18 febbraio 2014

PANNA COTTA AL DATTERINO E CIOCCOLATO BIANCO E NEWS PER DOLCE POMODORO

 
 
UDITE....UDITE......per il gran finale di  IN CUCINA CON IL CUORE, DOLCE POMODORO, il 21 marzo, presso la sede di Mediterranea Belfiore, avremo come ospite d’onore, nonché presidente di giuria, la talentuosa  pasticcera Loretta Fanella, nota per le sue tecniche d’avanguardia, per le sue creazioni fantasiose e ludiche che hanno conquistato Carlo Cracco, Ferran Adrià e l’Enoteca Pinchiorri!
 
La giuria tecnica, presieduta da Loretta Fanella,  sarà composta da noti giornalisti enogastronomi quali Eleonora Cozzella, Espresso Food&Wine, Irene Arquint, Il Tirreno, Gambero Rosso, Giuseppe Calabrese, Repubblica, Le guide del gusto e la chef Deborah Corsi, La Perla del Mare 
 
Alle h 18, dopo la premiazione dei vincitori, Loretta si esibirà in un cooking show e il pubblico avrà l’esclusiva opportunità di assaggiare la sua interpretazione di DOLCE POMODORO!
 
Coraggio! Che aspettate ad inviare le vostre ricette? La scadenza è il 15 marzo
Altre info: DOLCE POMODORO
 
Mi ci sono cimentata anch' io ma non posso concorrere, per ovvi motivi, collaboro e promuovo l'evento. Ma anche se potessi partecipare, so di non avere grandi chance, è nota la mia negazione per la pasticceria, però ogni tanto ci provo. Vedi un esempio precedente di cui sono piuttosto orgogliosa: SWEET DAISY, ovvero MARGHERITA DOLCE, una vera pizza con tutti i suoi ingredienti ed attributi ma dolce! 
 
 
Stavolta ho prodotto una cosina molto elementare ma gustosa, presentata in tre varianti: nella prima foto ha la forma di un cilindro ed è guarnita semplicemente da zucchero a velo e bacche di pepe rosa; nella seconda foto ha la classica forma tronco-conica, guarnita con sciroppo d'amarena, zucchero a velo e pepe rosa; nell'ultima varia la composizione, è guarnita con caramello, bocconcini di cioccolato bianco e pomodoro candito, ciliegie secche rinvenute nel cognac. 
 
PANNA COTTA AL DATTERINO  E SPEZIE, CAPPELLO DI CIOCCOLATO BIANCO E POMODORI CANDITI
 
 



Ingredienti per 6 porzioni
 
200 ml di panna fresca
1 baccello di vaniglia
3-4 chiodi di garofano
1/2 stecca di cannella
100 g di zucchero bianco
1/2 cucchiaino di agar agar in polvere
250 ml di passata di pomodoro Datterino Mediterranea Belfiore
1/2 tavoletta di cioccolato bianco
Zucchero a velo qb
Caramello
Sciroppo di amarene
Cognac
Ciliegie secche o sciroppate


Prima di tutto prepariamo i pomodori canditi. Tagliare a listarelle spesse 1 cm i filetti di pomodoro privati dei semini interni. Mettiamoli su una placca da forno rivestita di carta da forno, infariniamoli con abbondante zucchero a velo e facciamo candire in forno a 100° C per almeno un'ora o fino a che si saranno ben asciugati e caramellati senza seccare completamente.
 
In un pentolino mettiamo la passata di pomodoro datterino, uniamo lo zucchero e le spezie (la stecca di cannella intera, i chiodi di garofano in una garza in modo da rimuoverli facilmente in seguito, e i semini della vaniglia precedentemente estratti dalle bacche), facciamo asciugare la salsa fino a farla diventare una purea, uniamo la panna in cui avremo stemperato l'agar agar, portiamo a bollore, lasciamo andare per 2-3 min. Eliminiamo chiodi di garofano e cannella, versiamo il composto in stampini da crème caramel o della forma che più ci piace. Immergiamo gli stampini in bacinelle contenenti del ghiaccio per abbatterle velocemente di temperatura e poi passiamo in frigo.
 
Stemperiamo il cioccolato bianco a bagno maria. Appoggiamo un coppa pasta della misura del top dello stampino della panna cotta su un foglio d'alluminio steso sopra un vassoietto, preleviamo con un cucchiaio il cioccolato fuso e facciamolo colare all'interno del coppa pasta in uno spessore di pochi millimetri, in modo da ottenere un disco. Estraiamo immediatamente il coppa pasta e passiamo ai successivi. Non appena il cioccolato inizia a rapprendersi, guarniamo la superficie con i pezzetti di pomodoro candito e poniamo in frigo ad indurire definitivamente. Con il cioccolato che avanzerà coprire i tocchetti di pomodoro e formare dei mini-cioccolatini irregolari.
 
Impiattiamo la panna cotta con il top di cioccolato bianco e guarniamo a piacere con caramello e ciliegie secche rinvenute nel cognac oppure ciliegie sciroppate e i cioccolatini al pomodoro, con dello sciroppo di amarene e pepe rosa o semplicemente pepe rosa e zucchero a velo. Quest'ultima è proprio spartana, una salsetta ci sta bene. A ognuno la sua insomma.....
 
 
 

martedì 21 gennaio 2014

IL MIO STUFATO ALLA SANGIOVANNESE CON PANE ARABO PER L'MTC DI GENNAIO 2014



 


La prima idea per l'MTC è come il primo amore non si scorda mai! Soprattutto se è frutto di un colpo di fulmine, quello cioè provato per lo STUFATO ALLA SANGIOVANNESE.
Lo conoscevo appena, avevo letto qualcosa qua e là, poi mi è capitato di essere invitata insieme a Patty di Andante con gusto e Corrado di CorradoT dall'amico Leonardo Romanelli, lo scorso anno,  a partecipare alla giuria di cui lui è presidente,  del PALIO DELLO STUFATO  a San Giovanni Valdarno, Arezzo.
E' stata una bellissima esperienza oltre che una splendida giornata! Qui il mio feedback dell'evento del 2013 : IV PALIO DELLO STUFATO ALLA SANGIOVANNESE. Quest'anno si è svolto proprio la scorsa domenica, mi è spiaciuto non aver partecipato ma tutto non si può fare. Allora per consolarmi me lo sono cucinato da sola! Grazie all'MTC e alle sorelle de La Cucina Spontanea che hanno proposto lo spezzatino,  altrimenti non so se avrei mai affrontato questo mitico stufato!

Un piatto squisito, succulento e profumatissimo con una storia singolare.  Le  origini dello stufato risalgono agli inizi del secolo presso alcune fabbriche siderurgiche,  dove alcuni operai, particolarmente ghiotti e abili cuochi, dovendo stare molte ore davanti alle fucine avevano tempo per cucinare e rimestare a lungo lo stufato.
Uno di questi  nel 1915 fu arruolato nell'esercito ed inviato in Libia dove fece il cuoco del reggimento. Qui scoprì le spezie e soprattutto imparò a cucinare i grandi quantitativi di pietanze. Al suo ritorno conservò gelosamente le scoperte e incominciò ad applicarle prima in casa, poi in fabbrica e infine nei saloni della Basilica, dove s'incominciò a cucinare lo spezzatino che da quel momento prese il nome di "stufato alla sangiovannese" perché solo qui lo si faceva con i nuovi ingredienti e soprattutto con carne delle gambe anteriori di vitello adulto, dando al piatto un gusto diverso dallo spezzatino. Il segreto piano piano passò da un cuoco all'altro degli Uffizi dando vita ad una vera e propria competizione che ancora oggi si conserva, e poi di casa in casa, nelle osterie e nei ristoranti della città.
NB: gli Uffizi, cioè cerimoniali di offerte in memoria dei defunti, si tenevano nelle cinque domeniche del carnevale. Ogni Uffizio aveva il proprio Camerlengo, il cerimoniere e il proprio cuoco.
 
Queste le indicazioni di massima per la realizzazione del piatto, pescate nel sito della pro-loco di San Giovanni Valdarno
 
INGREDIENTI:
Carne di manzo (adulto sottolineano i veterani), la parte del  muscolo di zampa (anteriore possibilmente)  , battuto o trito di cipolla, sedano, carote e prezzemolo; a parte, battuto fine fine di aglio e bucce di limone; sale, pepe, spezie miste (ovvero "IL DROGO", ognuno ha la sua miscela segreta) e un po' di noce moscata; ossi della bestia, olio d'oliva, vino rosso, un po' di conserva.

PREPARAZIONE
Il segreto è difficile a spiegarsi perché dipende da una serie di cose importanti come: la quantità e tipo di carne, tipo di tegame (si consiglia di coccio o alluminio), mestolo (solo di legno) col quale deve essere ben girato il tutto, infine la mano che lo lavora. Comunque: mettere la carne nel tegame con l'olio e i due battuti. Mettetevi sale, pepe,  spezie miste e noce moscata. Girare il tutto col mestolo e mettere al fuoco.
A parte si è messo a bollire lentamente gli ossi con solo acqua. Rosolare bene finché l'olio in fondo al tegame non appaia trasparente.
A questo punto aggiungere vino rosso in quantità che ricopra la carne e farlo evaporare a fuoco vivace. Quando si è ritirato, assumendo un colore marrone, aggiungere un po' di conserva in quantità tale da non dare alla carne un aspetto troppo rosso. Si aggiunge il brodo degli ossi via via che la carne lo richiede. Un quarto d'ora prima della cottura si aggiunge un pizzico di noce moscata. Il tutto deve bollire lentamente per circa quattro ore.
 
 
E questa è la mia personale libera interpetazione, con dosi a mia discrezione. Ho pensato di accompagnarlo con un pane arabo in onore di quel cuoco che si innamorò delle spezie in Libia!
 
Ingredienti per 2-3 porzioni
 
500-600 g di muscolo di bovino adulto tagliato a tocchetti
1 gambo di sedano
1 carota
1 cipolla media
1 ciuffetto di prezzemolo
1 spicchio d'aglio
2-3 zeste di limone larghe, ottenute con il pelapatate
misto di spezie tritate: cumino, aneto, coriandolo, chiodi di garofano (pochi), cannella (poca), pepe nero + noce moscata grattugiata a parte
1 foglia di alloro (l'unica aggiunta personale)
olio evo, sale
ossi misti per brodo, acqua qb
vino rosso (io ho usato un Montecucco Doc, sangiovese grosso)
un po' di conserva di pomodoro
 
Per il pane arabo:
 
150 g di farina 0
lievito di birra 10 g
acqua qb
sale
 
Il giorno prima  ho preparato il brodo seguendo le istruzioni e mettendo su solo gli ossi con acqua a freddo e lasciando andare piano piano per un paio d'ore.
Il giorno successivo ho avviato lo stufato in una casseruola d'alluminio, secondo le indicazioni sopra riportate aggiungendo solo una foglia di alloro nel battuto (non ho potuto resistere). Ho annusato per ore quel profumo che si sprigionava e cambiava evolvendosi man mano che procedeva la cottura. Alla fine ho esultato assaggiandolo, forse la fortuna dei principianti ma era proprio quel profumo e quel gusto che avevo assaggiato lo scorso anno a San Giovanni Valdarno, inconfondibile, indimenticabile!
Mentre lo stufano cuoceva lentamente,  mi sono messa a preparare il pane: ho sciolto il lievito in un po' di acqua tiepida e l'ho amalgamato alla farina, lavorando un poco, ho aggiunto il sale, ho diluito con altra acqua senza misurarla, vado a tatto, la pasta deve essere morbida, liscia ed elastica. L'ho lasciato lievitare per un paio d'ore. Avevo sbirciato alcune ricette e avevo notato che si poteva cuocere anche in padella. Avevo giusto fretta, dovevo fare le foto per sfuttare la luce pomeridiana e la sera si sarebbe assaggiato lo stufato!!
Ho ricavato dei dischi dalla pasta, mentre li stendevo sulla spianatoia infarinata da cui schizzava polvere ovunque, anche se con  stile discutibile, mi sentivo molto pizzaiola e mi sono divertita un sacco. Li  ho cotti in una padella antiaderente, pochi minuti per parte.  E poi via a fare le foto.
 
 
Versione "berbera" da mangiare con le mani aiutandosi con la pita
 
oppure  borghese-occidentale?
 
 
 
Comunque si serva, è una meraviglia, sono felicissima, l'ho imbroccata al primo colpo, una soddisfazione incredibile. Che profumo....che gusto....che pucia....
 


 

giovedì 16 gennaio 2014

IN CUCINA CON IL CUORE 2014, DOLCE POMODORO!!






Dopo il successo di IN CUCINA CON IL CUORE dello scorso anno,  questa volta ci divertiamo con un tema abbastanza insolito e molto stimolante! Dovrete cimentarvi con i pomodori Mediterranea Belfiore, salse, passate, filetti, datterini, tomatina e creare un…..DOLCE!!! Sì, avete capito bene, un DOLCE POMODORO! Ma perché stupirsi? In  fondo il pomodoro è un frutto! 

E ora, tutti all’opera! Spazio alla fantasia, sbizzarritevi, create e fotografate il vostro DOLCE POMODORO (torte, tortine, cup cakes, mousse, semifreddi, gelati.....)  e inviate la ricetta corredata da almeno uno foto  a  info@mediterraneabelfiore.it, con oggetto DOLCE POMODORO.
 
Per chi possiede un blog è sufficiente inviare all'indirizzo email sopra citato  il link al post in cui sarà pubblicato il piatto, indicando, all’interno del post,  il link al sito www.mediterraneabelfiore.it il banner

 
 e copiare lo stesso link anche nei commenti di questo post.

Data d'inizio: 18 gennaio 2014, scadenza 15 marzo 2014.
Saranno ritenute valide solo le ricette pubblicate e inviate entro tali date.


Il 21 marzo, presso la sede della Mediterranea Belfiore, i finalisti saranno invitati a preparare i loro dolci da sottoporre ad una giuria di esperti presieduta  dalla talentuosa pasticcera Loretta Fanella, contesa da chef stellari quali Cracco e Adrià e manifestazioni prestigiose come Identià Golose, insieme a noti giornalisti enogastronomi quali Eleonora Cozzella, Espresso Food&Wine, Irene Arquint, Il Tirreno, Gambero Rosso, Giuseppe Calabrese, Repubblica, Le guide del gusto e la chef Deborah Corsi, La Perla del Mare
Alle h 18, dopo la premiazione dei vincitori, Loretta si esibirà in un cooking show aperto a tutti e il pubblico avrà l’esclusiva opportunità di assaggiare la sua interpretazione di DOLCE POMODORO!
 
Le ricette vincitrici, insieme ai nominativi degli ideatori, saranno inserite nella sezione RICETTE del sito WWW.MEDITERRANEABELFIORE.IT accanto a  quelle già esistenti elaborate dagli amici chef e a quelle di IN CUCINA CON IL CUORE 2013. 

Buon divertimento!!
 


 

lunedì 2 dicembre 2013

INSOLITO PANETTONE: MOUSSE DI SEDANO RAPA CON MIMOSA DI PANETTONE ALLO ZAFFERANO E GRANELLA DI LIQUIRIZIA

 
ANCORA INSOLITO PANETTONE!!!
 
Come ho spiegato di là, ovvero sull'altro mio blog Poverimabelliebuoni, mi sono appassionata all'uso del panettone in cucina come ingrediente, ovviamente lo stimolo maggiore è con i salati, in particolar modo i miei amati pescetti poveri e/o azzurri, infatti il primo esperimento è stata LA TARTINA DI PANETTONE AL FICO CON CEFALO AFFUMICATO e non sarà l'unico di qui a Natale.....
 
Non pensavo ad un dolce però avevo in casa  del sedano rapa che ha un sentore delicatamente nocciolato e d'un tratto mi si è accesa la classica lampadina! Perché non utilizzarlo per  un INSOLITO DOLCE? con un insolito panettone naturalmente come quello allo zafferano e liquirizia di Dario Loison che già è insolito di suo!!  Come ho già scritto, liquirizia e zafferano sono due gusti che adoro ma mai avrei pensato di vederli insieme, sono due protagonisti assoluti, dal gusto dominante, di grande personalità, inimmaginabili uno accanto all'altro finchè non ho assaggiato il panettone Loison, un'esplosione di profumi e gusti ma ciò che sorprende è l'equilibrio che  il diabolico pasticcere è riuscito a calibrare, un'armonia difficilissima ma quanto mai indovinata ed intrigante!!
 
Utilizzare il panettone, già dolce, per fare un dolce, è forse più difficile che abbinarlo al salato!! E allora sì che mi diverto. Elaboro mentalmente e decido per una cosa semplicissima ma estremamente elegante al gusto. Con il sedano preparo una delicata mousse che poi rinforzerò con una sorta di crumble del  panettone ai due gusti. Vediamo dettagliatamente come:
 
 
MOUSSE DI SEDANO RAPA CON MIMOSA DI PANETTONE ALLO ZAFFERANO E GRANELLA DI LIQUIRIZIA
 
 
 
 
Ingredienti per 2 persone
 
150 g di sedano rapa decorticato
1 cucchiaio colmo di zucchero vanigliato
60 ml di panna fresca
1 fetta di panettone allo zafferano e liquirizia Loison
+ un po' di glassa alla liquirizia dello stesso panettone
 
 
Lessare il sedano rapa, scolarlo e poi frullarlo. Montare la panna con lo zucchero vanigliato e  amalgamarla alla purea di sedano.
Tostare a 160°C per 6-7 min il panettone privato della glassa alla liquirizia, tagliarlo in dadolata. Privare la fetta della uvette e incorporarle alla mousse.
Far asciugare in forno a 160°C per 6-7 min della glassa alla liquirizia con la sua granella di zucchero prelevata dalla copertura del panettone, e poi sbriciolarla.
Servire la mousse in coppette o bicchieri da cocktail, guarnire con la dadolata di panettone che ho rinominato mimosa per il colore giallo e da ultimo cospargere con la granella di liquirizia ottenuta.
 
Tutto qui, semplicissimo ma estremamente raffinato e armonico nella sinfonia di gusti.

giovedì 21 novembre 2013

ALIMENTARE I SENSI

Pensieri in libertà, niente ricette, niente reportage di eventi o chef famosi, solo riflessioni.....riflessioni scaturite da emozioni, emozioni che alimentano i sensi.....ALIMENTARE I SENSI è la sintesi precisa e azzeccatissima suggerita dall'amico Denio Bruci, chef de Il Sale, Poggio ai Santi, San Vincenzo.
Sintesi di un atteggiamento curioso, avido di sapere, di conoscere, di alimentare i propri sensi siano essi rivolti alla cucina, all'arte, alla filosofia, alla natura, alla storia o qualsiasi espressione dell'essere umano.
 
 
La scorsa settimana sono stata a Padova per un'arte fiera e ho assistito ad una performance artistica, un giovane pittore dipingeva un pannello ritmando i propri gesti seguendo la musica di una chitarra che lo accompagnava. Niente di sconvolgente, sia chiaro, però c'era armonia, bellezza, serenità e mi è venuto spontaneo condividerlo. Denio ha commentato simpaticamente: "che ci fai lì se non si mangia?" - "non si vive di solo pane, l'arte è un'altra mia grande passione" rispondo io.  E ancora Denio sottolinea "Alimentare i sensi, parola d'ordine" . Perfetta!

La cucina è una forma d'arte, è un'espressione dell'ingegno e della fantasia alimentati dalla conoscenza e dall'esperienza. La creatività scaturisce da basi consolidate così come l'astrattismo in arte è figlio della figurazione che non viene negata ma solo superata.
Lo stimolo sperimentale, concettuale non è mai fine a se stesso né campato per aria, fa sempre riferimento al reale e al vissuto.
Ma insomma dove voglio arrivare?
Da dove scaturiscono queste riflessioni? Da una mattinata felice di alimentazione dei sensi. Eppure era una giornata fredda e uggiosa, con acqua e vento ma io non vedevo e non sentivo nulla, ridevo perché i miei sensi erano stati solleticati! Solleticati e alimentati da emozioni, esperienze, sensazioni nuove ed appaganti.
 
Grazie alle recenti attività blogghesche, entro in contatto con nuove realtà, faccio esperienze, conosco persone interessanti e generose con le quali condividere passioni e scambiare idee e informazioni.
 
L'ultima scorpacciata per i miei sensi è avvenuta proprio stamane a Pisa alla Gelateria de' Coltelli.
 
 Foto tratta dal sito della Gelateria De' Coltelli
 
A DOLCEMENTE PISA  avevo attirato l'attenzione di Gianfrancesco Cutelli, titolare della gelateria,  con il mio soufflé glacé all'olio extravergine d'oliva, avendo lui proposto per la degustazione d'olio con Fausto Borrella, dei gelati elaborati con tre diversi oli. Abbiamo scambiato solo due parole ma Gianfrancesco, gentilissimo mi ha subito invitata a visitare il suo laboratorio e addirittura ad assistere e partecipare alle lavorazioni.
Non me lo sono fatta ripetere due volte. La settimana successiva alla manifestazione, l'ho contattato ed abbiamo concordato l'appuntamento, purtroppo vicino alla loro chiusura annuale e quindi con meno varietà da esibire e soprattutto con attività di laboratorio ridottissime. Ma mi faceva piacere accogliere l'invito di una persona così cortese anche solo per conoscerci.
Munita di borsina frigo, ho portato a Gianfrancesco un assaggio del mio soufflé glacé che avevo preparato per amici qualche giorno prima, corredato dal cioccolato alle olive candite naturalmente a cui era molto interessato.
Alle h 10.00 abbiamo iniziato ad assaggiare, lui il mio soufflé glacé che nella consistenza ricorda più un semifreddo che un gelato e con mia grande soddisfazione, è stato apprezzato dall'esperto perché l'ha quasi finito, segno che gli piaceva, ne ha lasciato solo una cucchiaiata per la sua assistente, altro segno che lui è una persona squisita come i suoi gelati!! Io mi sono fatta una carrellata di cucchiaini, uno più buono dell'altro (alla faccia della mancanza di varietà!!): zafferano, zafferano e scorze di arancia, limone e anice stellato, lime e zenzero, pera e pepe rosa,  mandorla di noto, amaretto (fatto con armelline e mandorle non con i biscotti!!!) e poi ancora la nocciola con nocciole piemontesi igp, la liquirizia di Amarelli, il caco l'avevo già assaggiato a EXTRA DOLCEMENTE, e qualcosa ho saltato ma il suo capolavoro secondo me è il sorbetto al cioccolato!!! una meraviglia, una rivelazione, un gelato fine, elegantissimo, purezza gustativa, morbidezza senza grassezza in bocca e non so trovare altre parole....bisogna assaggiarlo.
 
Mi mostra le sue apparecchiature, mi spiega le procedure di preparazione e i prodotti utilizzati, tutti freschissimi e selezionatissimi, per la maggior parte di provenienza biologica. Approfondiamo l'argomento cioccolato e mi propone di accompagnarlo al di là del ponte, da De Bondt!! Paul de Bondt, grandissimo maître chocolatier olandese, pisano da più di vent'anni e orgoglio della cioccolateria toscana d'autore!
Altro luogo di delizie, appena aperto in via Via San Martino 82. Seguo Gianfranco nel laboratorio del maestro che mi accoglie con gentilezza. I due tecnici dovevano assaggiare dei nuovi cioccolati, masse e polveri di cacao provenienti da nuovi produttori. E io nel mezzo! Che faccio non assaggio? Giammai!
Cutelli e De Bondt
 
Mi godo ogni singolo istante di quell'esperienza inaspettata e incredibilmente interessante, mi bevo ogni parola e capisco che mi sto innamorando per l'ennesima volta....sono perduta....sì....per il cioccolato!!!! Criollo, Trinitario, Forastero.....nomi che vagamente frullavano nella mia mente, ora si dovranno consolidare, inizierò a studiare, ad approfondire....e si ritorna a bomba, ad alimentare i sensi!!!
 
Parole sante caro Denio, parole sante......e grazie a Gianfrancesco  e a Paul!





 

martedì 12 novembre 2013

DOLCEMENTE - PISA 10 NOVEMBRE 2013

http://dolcementepisa.it/
 
Pisa, Stazione Leopolda 9-10 novembre 2013

Domenica 10 novembre ho partecipato alla bella manifestazione pisana, giunta alla sua VIII edizione, invitata da CINQUE SENSI che ha collaborato all'evento e curato l'ufficio stampa, insieme ad altre foodblogger che avevano aderito all'iniziativa EXTRA DOLCEMENTE,  una vera sfida a cimentarsi nella realizzazione di dolci ricette con l'impiego di olio extravergine d'oliva.

Orgogliosissima del mio piazzamento al secondo posto con il SOUFFLE' GLACE' ALL'EXTRAVERGINE E SFOGLIA AL CIOCCOLATO FONDENTE E OLIVE CANDITE

 
mi sono tirata un po' a lustro e sono partita sola soletta a godermi la mia giornata di stage, corsi, degustazioni, premiazioni e festeggiamenti!
 
All'ora stabilita, ci ritroviamo  tutte all'ingresso della Leopolda con Cecilia Buonomo di Cinque Sensi, che ha coordinato le attività,   incominciano le presentazioni fra "colleghe" conosciute solo virtualmente. Eccomi con le altre vincitrici di EXTRA DOLCEMENTE,  nell'unica foto che ci ritrae insieme, merito di Daniela Mugnai, Coffee3, coordinatrice di Vetrina Toscana, fra gli  sponsor della manifestazione.
 
 
prima a sinistra: Maria Greco Naccarato, di KITCHEN IN THE CITY, la vincitrice con i suoi impeccabili BIGNE' SICILIANI ALL'OLIO EXTRAVERGINE D'OLIVA   , accanto a Gaia Pedrolli, LA GAIA CELIACA con la sua adorabile ma super-tecnica SEMOLINA SENZA GLUTINE CON FROLLA ALL'OLIO EXTRAVERGINE D'OLIVA e la sottoscritta. Inutile dire che è stato feeling immediato con entrambe e siamo già diventate amiche!!
 
h 11,  via subito puntualissime  alla prima lezione sui macarons con la deliziosa  Marcella "Minù" Orsi
Incredibile ma vero, mi sono sempre stati antipatici ma complice  la bravissima pasticcera che ci ha incantate per ben due ore rivelandoci  ogni minimo segreto e astuzia per la realizzazione delle famosissime conchigliette dolci, mi devo ricredere, mi sono innamorata follemente e non vedo l'ora di mettermi all'opera e tentare di realizzarli perché so che non sarà facile!
 




Incontriamo altre foodblogger, è tutto un salutarci, stringere mani, complimentarci a vicenda, ci si sbaciucchia tutte quante in una simpaticissima kermesse...Chiara Brandi di Forchettina Giramondo,  Enrica di COCCOLA TIME, Ilaria Spinelli FOOD IN PROGRESS, Francesca Fantoni THE BLACK FIG e altre che non conosco o mi sono sfuggite............

Ovviamente assaggiamo i macarons con farcia allo champagne! Et voilà, un bellissimo scatto di Gaia:

 
Pausa pranzo veloce ed è subito ora dello stage di photo food con l'adorabile, eccezionale fotografa Laura Adani ! Modella d'eccezione Patrizia Foresta de La Foresta di Zucchero che monta sotto i nostri occhi una golosa Red Velvet Cake, fotografata in tutte le angolazioni possibili sotto la guida della nostra brava maestra


 

 
A seguire conosciamo Sara Vitali, titolare della casa editrice CINQUE SENSI che realizzerà una pubblicazione con tutte le ricette pervenute per EXTRADOLCEMENTE, Mari Mollica di LeiFoodie che ci fa firmare la liberatoria per pubblicare le nostre tre ricette sul loro sito (WOW!!) e uno dei nostri giudici, il "pasticcere", come vuole essere definito, dell'Enoteca Pinchiorri, Luca Lacalamita, giovanissimo e timido eppure con un curriculum invidiabile, ha lavorato con Gordon Ramsey, Carlo Cracco, Ferran Adrià e Massimo Bottura, scusate se è poco e ha solo trent'anni!! 
 
Girelliamo un po' per la fiera, assaggiamo qualcosa, scattiamo altre foto....
 
 
 
 
h 17.30 è tempo di premiazioni!! Dopo una bella introduzione all'iniziativa EXTRA DOLCEMENTE da parte di Sara Vitali in cui sottolinea ed elogia il livello qualitativo delle proposte ricevute, esprimendo grande considerazione per  noi foodblogger che ci gongoliamo tutte quante, ricevo gli onori, subito dopo la prima classificata Maria Greco Naccarato, e  il mio pacco regalo di Vetrina Toscana dalle mani di Fausto Borella, il maestrod'olio che poi condurrà una  degustazione d'oli.
Lacalamita commenta la mia ricetta, come le altre due naturalmente, e spiega i perché della loro scelta, poi chiedono pure il mio parere, ero pronta!! Due parole veloci e semplici, ringrazio  e  mi godo gli applausi. E son soddisfazioni dai....
 
Maria Greco Naccarato e Daniela Mugnai
 
Gaia, di nome e di fatto, spiega la sua "semolina"
 
 
E tocca pure a me!
(sulla sinistra Gianfrancesco Cutelli della gelateria De Coltelli di Pisa che ci ha fatto degustare 3 diversi gelati all'olio e che mi ha invitata nel suo laboratorio!)
 
 
GRAZIE!
 

sabato 9 novembre 2013

IL MIO PRIMO PANE CON LA PASTA MADRE




"C'è sempre una prima volta" ...... "La prima volta non si scorda mai"...parole sante, parole sagge, parole vere!

Da quando ho un blog, di prime volte, gastronomicamente parlando, ce ne sono state tante e sicuramente non ne mancheranno in futuro. Complice l'MTChallenge, la sfida più stimolante e pazza del web, mi sono misurata con ricette che mai avrei immaginato di affrontare, come i bignè, il Danubio, il soufflé glacé, i pici, le raviòle del plin!

I dolci si sa non sono la mia massima espressione, i lievitati poi!!
Come ho spesso dichiarato, sono più una pasticciona che una pasticcera! La pasticceria è rigorosa, scientifica, non ammette compromessi ed improvvisazione, a me invece piace la creatività, l'estemporaneità ma insomma se mi impegno, riesco a rispettare le regole e ottengo qualche buon risultato dai....

La storia della mia prima  pasta madre è del tutto estemporanea, toh, e quindi inaspettata. E' andata così: mia sorella che invece produce con disinvoltura pani, dolci e biscotti, mi aveva regalato dei pacchi di farina biologica di Farro e Semola di Grano duro Senatore Cappelli. Me le ero scordate in dispensa già ben fornita di farine di ogni tipo ma più classiche. La scadenza si approssimava, decido di sbologn....offrirne un po' a Silvia di Paneepomodoro, appassionata di panificazione,  che finalmente si è destata dal suo preoccupante letargo post-estivo e chissà che non sia stata io a stimolarla  avendola invitata come aiutante al mio cooking show per la manifestazione Zafferano Sapori&Saperi di Lastra a Signa!



Insomma, le porto le farine e nella sua cucina scorgo un vasetto contenente del lievito  in pieno fermento. "ne vuoi un po'?" mi chiede Silvia. "no, grazie,  ora ci manca solo la pasta madre", però poi la mia curiosità non si contiene e allora cedo al fascino della pasta madre ed esco da casa sua  col mio vasetto  e preziose istruzioni per l'uso.
 
 
 
Il pomeriggio stesso mi metto all'opera e che grande soddisfazione rianimare quella massa strana e sconosciuta e vederla lievitare e gonfiare in modo meraviglioso!

La pasta madre rigenerata


Ora sono pronta per fare il mio pane al farro!
Per il primo esperimento decido di prepararne poco, del resto siamo solo in due e comunque, se qualcosa va storto, non voglio sciupare quella preziosa farina di farro biologica macinata a pietra!
Quindi prelevo 90 g di pasta madre e la lavoro con 300 g di farina di farro, un cucchiaino di zucchero e 150 g d'acqua (dosi consigliate da Silvia). Impasto a mano e sento la necessità di aggiungere ancora un po' d'acqua e infine un pizzico di sale. Sento la pasta gonfia e morbida sotto le mie mani, è una sensazione gratificante, una vera gioia!
A questo punto, lascio lievitare lentamente la mia pasta un po' schiacciata, volevo ottenere una pagnotta tonda, dentro a una ciotola capiente e la copro con un panno inumidito e aspetto.....ma dopo due ore non ne vuole sapere di crescere....aspetto.....niente....non posso più aspettare, accendo il forno a 50°C per 5 minuti, spengo e poi infilo la mia pagnottella reticente, voglio vedere se non si dà una mossa ora! Lascio il portello socchiuso naturalmente e la sbircio montare piano piano. Quando decido che è sufficientemente gonfiata, allora accendo il forno a 180° C e la faccio cuocere per 25 min e mi godo il risultato ottenuto tutta orgogliosa!!
 
 
Ed è pure buono!!! FELICITA' !! E grazie Silvia!