martedì 18 settembre 2018
AFRICAN CHICKEN, PEANUT CURRY AND SWEET POTATO PER M'EAT
venerdì 13 luglio 2018
M-EAT! COSTINE DI MAIALE ALLE ERBE E LIMONE CON SALSA VERDE
Costine di maiale alle erbe e limone con salsa verde
Ingredienti per 4 persone
Per le costine:
1 cipolla dorata tagliata in quattro
1 spicchio d’aglio tagliato a metà
6 gambi di prezzemolo riccio
1 limone tagliato in quattro
1 piccolo mazzetto di timo limone
2 cucchiai da tavola di pepe verde
500 ml di vino bianco secco
2 cucchiai da cucina di sale
2 l di acqua
2 kg di costine di maiale
Vin cotto o glassa al balsamico qb
Olio extravergine d’oliva per condire
Cetriolini sott’aceto all’aneto
Per la salsa verde:
1 tazza di foglie di prezzemolo riccio
2 cucchiai da tavola di capperi ben dissalati e tritati
1 cucchiaio da tavola di scorza di limone finemente tritata
1 cucchiaio da tavola di succo di limone
1 cucchiaio da tavola di pepe verde tritato finemente
Mettete la cipolla, l’aglio, il prezzemolo, il limone e il timo limone con i grani di pepe verde, il vino, il sale e l’ acqua in una larga pentola e portate ad ebollizione a fiamma vivace. Aggiungete le costine, riducete la fiamma a media intensità, coprite con un coperchio e lasciate sobbollire per 30-40 minuti o finché le costine risulteranno tenere. Rimuovete le costine, mettetele in un vassoio con bordi alti, versatevi sopra metà del liquido di cottura, coprite con pellicola alimentare e lasciate raffreddare per 30 minuti o per un’intera notte. Eliminate il restante liquido.
Per la salsa verde: mettete in una ciotola il prezzemolo, i capperi, la scorza del limone e il succo, i grani di pepe verde e l’ olio e mescolate per amalgamare bene. Mettete da parte.
Pre-riscaldate il forno a 220° C. Disponete le costine in una capiente teglia foderata con carta da forno, posizionatela sulla griglia del forno, spennellate le costine con l’olio e fate arrostire per 20 minuti o finché saranno ben dorate. Nappatele infine con la salsa verde e il vin cotto (o glassa al balsamico) e servite con cetriolini sott’aceto all’aneto.
Insalata di cavolo cappuccio, finocchio e avocado con salsa allo jalapeño
Ingredienti per 4 persone
500 g di cavolo cappuccio bianco affettato a striscioline
2 piccoli finocchi affettati sottilmente
1 avocado, pelato e affettato finemente
Qualche rametto di basilico greco (opzionale)
Per la salsa allo jalapeño
120 g di panna acida
1 tazza di foglie di coriandolo fresco
2 cucchiai da tavola di olio extravergine d’oliva
2 cucchiai da tavola di succo di lime
1 cucchiaio da tavola di peperoncini jalapeño sott’aceto (in alternativa, peperoncini freschi + 1 cucchiaino d’aceto di vino bianco)
Mettete i peperoncini, il coriandolo, l’olio, il succo di lime e la panna acida nel bicchiere di un frullatore a immersione e frullate fino ad ottenere un’emulsione liscia.
Mettete il cavolo, l’avocado e il finocchio in una insalatiera, mescolate, condite con la salsa e guarnite con il basilico greco.
sabato 28 aprile 2018
LA FESTA DI COMPLEANNO DEL RISTORANTE IL FRANTOIO DI MONTESCUDAIO - CHEF SIMONE ACQUARELLI
E' un'altra coppia a rilevarne la gestione quando lo Scarpa, nel 2016, decide di riposarsi e di godersi la pensione. Coraggiosa la giovane coppia composta dallo chef Simone Acquarelli, di Castelfiorentino e la sua compagna Sara Buti, bolgherese, a mantenere un nome così consolidato e dall'identità ben definita, soprattutto quando l'intenzione è quella di svecchiare e alleggerire la cucina più tradizionale e proporre nuove idee e "osare" inserire piatti di mare, in luoghi fortemente "terragni" anche se a due passi dal mare, dove la tradizione della "ciccia" e della cacciagione sono quasi una religione!
Ma per fortuna i tempi cambiano e, come si evolve la cucina, si evolvono e si modificano anche i gusti dei clienti e in molti apprezzano il cambiamento, come hanno dimostrato i clienti/amici che hanno partecipato con entusiasmo e gremito la sala nella prima serata del 20 aprile, organizzata per celebrare il primo anno al Frantoio di Sara e Simone, insieme al valido sous chef Matteo Demi. Successivamente, lo stesso evento con lo stesso menu è stato replicato il 27 aprile, viste le numerose adesioni. Non male per un solo anno di lavoro!!
Classe 1986, Simone Acquarelli,crescendo, non rimane insensibile alla passione famigliare per la buona cucina e il buon vino e decide di intraprende la carriera di cuoco, attraverso un percorso formativo che lo porta sin da giovanissimo, mentre frequenta ancora la scuola alberghiera e subito dopo, a fare esperienze in molti ristoranti. Fra questi saranno significativi per la sua crescita professionale : l'Osteria La Magona di Bolgheri (dove conosce Sara), il Ristorante Bracali di Massa Marittima e Arnolfo di Casole Val d'Elsa, entrambi due stelle Michelin, fino ad arrivare alla corte inglese di quel geniaccio di Heston Blumenthal che di stelle ne vanta ben tre! Ma anche viaggi vacanze/studio in giro per il mondo, fra cui New York e Singapore, gli forniscono idee ed esperienze di cui fa tesoro.
Dal 2014 al 2016 riveste il suo primo ruolo di executive chef nella cucina del ristorante Oliviera del lussuoso Relais La Suvera nella campagna senese e infine, forte di queste esperienze, decide di fare il grande salto ed intraprendere la sua più importante avventura come chef e titolare affidando la conduzione della sala alla compagna Sara.
Il "nuovo" Frantoio ha fatto il suo debutto il 19 marzo 2017, dopo un'attenta ristrutturazione che ha conferito alla storica sala a volte e pareti in mattoncini un aspetto più contemporaneo, dallo stile raffinato ma brioso e fresco, pur mantenendo la nicchia contenente un pezzo di frantoio secolare.
Ho frequentato il nuovo locale sin dai suoi esordi ma solo in una serata tranquilla di novembre, ho avuto occasione di scambiare alcune opinioni con lo chef che mi ha subito colpita per i suoi modi gentili, per la sua determinazione espressa con garbo e per le valutazioni su alcuni aspetti della cucina e della ristorazione che denotano testa sulle spalle e buon senso, che tengono intelligentemente e saggiamente a freno una voglia di esprimersi a ruota libera e un certo spirito garibaldino, che non ti aspetteresti. Tempo al tempo..
Quando dunque, Simone ci chiese, a proposito di una serata a tema che avrebbe voluto organizzare e per cui stava facendo un sondaggio fra alcuni clienti e amici, se avessimo preferito una cosa tradizionale o "spinta", la risposta è stata ovvia!
E infine arriva il momento. Ricevo l'invito, scorgo avidamente i titoli enigmatici ed ermetici del menu e non vedo l'ora di scoprire di che si tratta!
Gli chiedo se hanno pensato a come impostare e proporre la serata ed eccomi arruolata come presentatrice, che è un'attività che mi diverte molto. Concordiamo di non svelare tutto subito ma di spiegare brevemente solo i titoli dei piatti che si riferiscono a step importanti del suo percorso con citazioni a ristoranti, chef, manifestazioni, viaggi e amicizie. Nessuna spiegazione del piatto vero e proprio per aumentare la suspense...
Mentre gli ospiti arrivano alla spicciolata, si parte con un benvenuto: IL MIO PRIMO STELLATO - blu di bufala, bianco, pere - riferito al ristorante Bracali dove Simone comprende e acquisisce una particolare sensibilità per gli equilibri e le proporzioni. Un delicato demi-soufflé, nappato da una voluttuosa crema di blu di bufala e cioccolato bianco, guarnito con briciole di olive taggiasche e pomodorini essiccati e accompagnato da tocchetti di pera, dimostra che la lezione è stata ben recepita!
Faccio la mia introduzione, catturando l'attenzione di chi ha già placato la fame con il benvenuto e anche di chi, seppur con pesante ritardo, si siede e viene servito velocemente, così, dopo la chiacchierata, la sala è al completo e si può procedere con l'antipasto:
GAMBERO ROSSO - le quaglie d'acqua dolce
Ricordo della prima esperienza televisiva di Simone al Gambero Rosso channel con gli chef della Magona, in cui vide per la prima volta cucinare le rane. Il piatto più azzardato del menu. Beata irruenza giovanile!
Gli ospiti scoprono dunque che le misteriose quaglie d'acqua dolce non sono altro che rane! Le rane non sono proprio per tutti i palati, ma la sorpresa supera la reticenza di molti che, mentre spolpano le delicate coscette, non le sputano bensì ne ammettono la bontà. Pochissimi le hanno rifiutate. Personalmente sono dotata di un palato avventuroso, non ho remore, se mangio le lumache, posso mangiare anche le rane. Non ne ricordavo il gusto, le mangiavo da piccola in frittata e nei risotti, nel milanese usano molto ma le avevo proprio dimenticate ed è stato divertente riscoprirle. Il nostro vicino di tavolo mi consiglia di sgranocchiare anche gli ossicini. Non mi tiro indietro ma solo uno per provare...
Piatto divertente e decisamente spiazzante ma alla fine la sorpresa è riuscita. Del resto gli avventori avevano firmato una cambiale in bianco affidandosi totalmente alle scelte dello chef, no?
Le rane erano cotte in forno, presentate su un nido di spaghetti di patate croccanti, accompagnate da una crema di cavolfiore profumata alla vaniglia e petali di cipolle in agrodolce in un insieme gradevole ed armonico.
Né il colore del piatto né le foto (ahimé le luci non mi erano favorevoli e mi accanisco a non voler usare il flash) rendono giustizia ma in questo scatto le coscette si vedono bene, effettivamente potrebbero essere quagliette, no?
OMAGGIO A CATERINA- fragole, peperoni, yogurt
Essendo lo chef toscano, è quasi ovvio che Caterina non sia quella di Russia o la cameriera-robot del noto film di Alberto Sordi bensì la celeberrima de Medici che ha portato con sé alla corte di Francia tanti piatti nostrani rivenduti poi dai francesi come propri. Pare che la nostra Caterina amasse sorprendere i suoi ospiti con pranzi sontuosi e sfarzosi ma anche scioccanti con effetti speciali di gusto stregonesco, a tratti macabro, nei nomi, nelle forme e nei colori delle pietanze come l'anatra nel cerchio magico o la zuppa del diavolo. Il piatto presentato durante la serata era stato creato, per una manifestazione, da Simone all'interno di un menu interamente dedicato a Caterina de Medici e a queste preparazioni fantasmagoriche, in riferimento proprio alla zuppa del diavolo, dove salse variopinte si fondevano e creavano giochi "magici" (per l'epoca) di colore, che oggi definiremmo "optical" : zuppa di peperoni e fragole (idillio meraviglioso e perfettamente equilibrato che ha conquistato tutti) salsa di cavolo viola e rapa rossa, bottoni di pasta fresca con ripieno di patate e limone, semisfera di yogurt da rompere nel piatto per far uscire il succo bianco che completa il quadro di colori e sapori, per un insieme perfetto da un punto di vista cromatico e gustativo. Bello anche il gioco caldo freddo. Da ola!
SAN PELLEGRINO YOUNG CHEF - EFFETTO BLUMENTHAL - anatra, lamponi
Alla corte di Blumenthal, Simone apprende alcune tecniche all'avanguardia ed elaborate preparazioni di cucina che mette a frutto in questi tranci di petto d'anatra in doppia cottura in felice accoppiata con salsa di lamponi, presentati al concorso gastronomico San Pellegrino Young Chef nel 2016.
Accompagnano l'anatra un ciuffetto di scarola riccia, una purea densa di patate e una singolare e ricca crema fatta con cipolle, carapaci di gamberi e panna, che sorprende per la nitidezza e la freschezza del gusto, come di spremitura di teste di gambero a crudo, nonostante l'elaborata cottura, Blumenthal docet.
UN ANNO INSIEME - yogurt, lime, cocco
In questo pre-dessert monocromatico, vezzosamente ribattezzato "fantasmino" al nostro tavolo, Simone esprime rara sensibilità e correttezza professionale nonché tecnica pasticcera. Un anno insieme si riferisce infatti all'anno al Frantoio insieme al suo sous chef Matteo Demi, col quale sono nati alcuni piatti, in particolare questo piccolo gioiellino di pasticceria, gradevole e fresco nelle sue sfumature tropicali: un "lenzuolino" di gelatina di cocco che cela un parfait allo yogurt dal cuore glacé di lime che ben predispone al ricco dessert che segue
NEW YORK NEW YORK - caprino, noci pecan, rabarbaro
Della serie: l'unico e inconfondibile cheese cake newyorchese, quello cotto!! Simone lo scopre durante un soggiorno a New York e se ne innamora, riuscendo ad ottenere la ricetta da uno chef di Artisanal Bistro a Manhattan.
Lo realizza mignon e in modo semplicemente impeccabile e, vorrei sottolineare, che solo chi ha dimestichezza con l'arte pasticcera può comprendere la difficoltà tecnica di un mignon di cheese cake!!
Due mini cheese cake, dunque, compongono un bel dessert al piatto completato da pon pon di caprino e philadelphia (ho un'avversione particolare per il philadelphia ma in questo caso glielo concedo trattandosi del riferimento all'originale newyorkese e quanno ce vò....) rabarbaro confit, biscotto con pecan, cremoso sorbetto e cialde alla fragola. Quando si dice...dulcis in fundo. Ecco.
A fine serata, Simone si intrattiene con i commensali commentando i piatti e si gode timidamente il meritato consenso. Sullo sfondo si intravede un tavolo "vip" di comuni amici: Axel Heinz, direttore di produzione di Ornellaia con la moglie Stéphanie (Castello di Bolgheri), che hanno gentilmente offerto all'amica, con cui ho diviso il tavolo, e alla sottoscritta un gradito assaggio della nuova annata del blasonato rosso bolgherese!
mercoledì 18 aprile 2018
LA TORTILLA SCOMPOSTA E RICOMPOSTA PER L'MTC N 72
Ultima grande sfida in stile emmeticino! Mtc n 72 La Tortilla de patatas. Di quelle che piacciono a me, dove bisogna reinterpretare un grande classico con qualsiasi tecnica e aggiunta di ingredienti ci suggerisca la fantasia, l'importante è che sia riconducibile al piatto originario negli ingredienti base e, in questo caso specifico, che ci sia almeno un ingrediente cotto in padella perché la tortilla si cuoce rigorosamente in padella!

Ora è la volta di quella "creativa" per cui ho scelto la strada più ardua, cioè quella della destrutturazione pura, giocando con i semplici ingredienti basici: uovo, patata, cipolla dorata, olio, sale. I complementi sono gli stessi della mia tortilla brava precedente, leggermente rielaborati in modo più consono alla versione destrutturata.
Per rispettare il più possibile la versione classica e pura, ho omesso la paprica affumicata con la quale avevo profumato la prima, ma che nessuno vieta di aggiungere a piacere, sulle patate suggerirei, per un leggero tocco più personale.
PrimeFoglie® di senape verde e rossa bio dal gusto leggermente acidulo-piccantino
(® Azienda Carmazzi - Torre del Lago (Lu) . PrimeFoglie® è una gamma di giovani piantine in fase di accrescimento, che si presentano in uno stadio intermedio tra il germoglio e la pianta adulta quando ancora il loro sviluppo non è completo ma sapori e profumi sono più intensi e decisi che a maturazione completa. acidulo-piccantino.
Affettare finemente le cipolle, farle tostare in padella antiaderente, dal fondo spesso, fino a farle bruciacchiare. Non salare.
Per la salsa: passare l'aglio nello spremi aglio, farlo stufare dolcemente un paio di minuti con mezzo cucchiaio d'olio e un po' d'acqua, non deve sfrigugliare e non deve cuocere troppo, rimanendo poco cotto, mantiene tutto il suo gusto forte e piccantino. Aggiungere la passata di pomodoro, le spezie, lo zucchero e il sale, aggiustando a proprio gusto. Far cuocere pochi minuti giusto per amalgamare i sapori, allungare con un pochino d'acqua, se necessario. Infine aggiungere una puntina di xantana e un filo d'olio extravergine a crudo e frullare. Versare la salsa in un biberon da cucina con bocchetta fine. Conservare in frigorifero. Utilizzare a temperatura ambiente.
Pelare le patate, affettarle dello spessore di ca 3 mm, scottarle in microonde a potenza massima per 1 minuto e infine dorarle da ogni lato nella stessa padella delle cipolle, appena pennellata d'olio, fino a che risulteranno ben croccanti fuori e ancora un poco umide internamente. Regolare di sale. (se piace, si possono aromatizzare con paprica affumicata).
Rompere le uova, separare i tuorli dagli albumi. Mescolare i tuorli con l'acqua, cuocerli a bagno maria fino al raggiungimento di 85°C; raffreddare un poco la padella in acqua e ghiaccio, versare la salsa tiepida nel bicchiere di un frullatore ad immersione, aggiungere la xantana e l'olio, frullare senza montare. Non salare. Versare la crema in una sacca da pasticceria con bocchetta grande e liscia e mettere da parte, da usare a temperatura tiepida o ambiente.
Friggere nella stessa padella delle patate, ben oliata, metà degli albumi. Ridurre in briciole grossolane. Condire con un pizzico di sale. Tenere in caldo.
Comporre il piatto disponendo 3 piccole noci di crema d'uovo (per ricordare il numero dispari delle uova della tortilla), insaporire con scagliette di sale Maldon, appoggiare ad ogni noce di crema 3-4 fettine di patate tostate, completare con le cipolle bruciate e le briciole di albume fritto. Formare delle strisce di salsa brava e guarnire con le foglioline di senape. E buon divertimento!
martedì 10 aprile 2018
LA TORTILLA BRAVA PER L'MTC N 72
martedì 20 marzo 2018
MY BRITISH AFTERNOON TEA FOR MTCHALLENGE NR 71
E pensare che non volevo partecipare questo mese, troppi impegni, troppe scadenze da rispettare, problematiche da risolvere e poco tempo, la testa piena di idee...mi spiaceva moltissimo ma stavo per giocare il mio primo passo dopo diversi anni e poi, come spesso accade, qualcosa ti dà il la e non puoi resistere al richiamo dell'Mtchallenge! Il n 71 per l'esattezza!
Questo mese l'imperativo è think british, perché grazie alla sfida lanciata dalla vincitrice del precedente Mtc n 70 sull'affumicatura casalinga, Valeria Caracciolo del blog Murzillo Saporito, napoletana che vive a Bath, dobbiamo dedicarci alla preparazione di un british afternoon tea con tutti i crismi, inclusi accompagnamenti dolci e salati più fedeli possibili a quelli tradizionali e apparecchiatura adeguata. Ahi...qui il dente duole! Il tè mi piace molto, mio marito ed io ne beviamo durante il giorno e a colazione ma non ho tazze da tè degne di tale nome bensì solo tazze da colazione o da tisana over size, non adatte allo scopo. Tutte le tazze da tè del servizio "buono" sono finite in frantumi da tempo e non le ho mai riassortite; anche a livello di teiere sono messa male, ne ho una dozzinale e una gigantesca...mumble...mumble....ma non era solo questo, anche la preparazione dei dolci e dei salati che accompagnano il tè è impegnativa, anche solo per tutte le regole da capire! Leggo infatti bene le regole e so che non mi accontento di due biscottini e un sandwich, o lo faccio come si deve o soprassiedo.
Nel weekend, mi annoiavo, mi sono messa a cercare on line, ricette british per un afernoon tea e sono partita dai welsh cakes, fra le focaccine dolci contemplate, cascando su un sito dal nome buffo e curioso e dalla ricetta intrigante : lemon welsh cakes with honey ginger whipped butter di Giraffes can bake. Impossibile resistere, se anche le giraffe ci riescono....e poi ho iniziato ad elaborare tutto il resto.
Non ultimo, domenica pomeriggio, nonostante la pioggia, stufi di poltrire in casa, siamo andati a fare un giretto a Sarzana e abbiamo trovato un negozietto che capitava a fagiolo: tè e spezie da tutto il mondo. I proprietari deliziosi ci hanno fatto una mini lezione con sniffata di tutti i tè che avevano e ovviamente siamo usciti con un discreto bottino. Ho optato per un Formosa Oolong, semplicemente perché mi ero fissata sull'Oolong dal momento che avevo ritrovato una scatolina cinese vuota in casa, che conteneva un Oolong che mi aveva portato anni fa mio padre dalla Cina e volevo riprovarlo o trovare qualcosa di simile. Gli Oolong sono tè semi fermentati, a metà fra il nero e il verde, vengono chiamati anche tè blu. Quello di Formosa che ho acquistato è fruttato, morbido, suadente, al naso ricorda l'uva passa, in bocca è pieno e vellutato con un finale di foglia secca, di sottobosco, un po' minerale e molto persistente. Ho pensato che avrebbe potuto sposare varie preparazioni dolci e salate, anche complesse e aromatiche o speziate.
Ieri sono andata a comperare due tazze decenti, gli ingredienti mancanti, e mi sono messa all'opera.
Ed ecco che cosa ho abbinato al mio Formosa Oolong tea:
Lemon welsh cakes with honey ginger whipped butter (delle giraffe di cui sopra, da preparare da ultimo perchè vanno serviti caldi)
Gingernuts by Delia Smith
Polenta shortbreads with orange and rosemary by Cristina Galliti/Delia Smith (la polenta non è molto british lo so ma nella ricetta dei Semolina shortbreads della Smith c'era il semolino, mi ero dimenticata di comperarlo, ormai stavo per impastare e ho pensato di sostituirlo con la farina di mais fioretto, finissima, non è semola di mais in fondo? è venuta benissimo! anche l'aromatizzazione all'arancia e rosmarino è una mia variante, ma la ricetta base è della Smith, impeccabile!)
Turkey brown bread sandwiches with winter cole slaw and horseradish sauce (abbinamenti gallitiani riciclati più volte in più forme...)
Open sandwiches with blue stilton, hazelnuts, honey and mint leaves (erborinato, nocciole e menta o maggiorana, mix provato su una pizza, sorprendente!!)
In ordine di realizzazione:
GINGER NUTS - BISCOTTI ALLO ZENZERO
per 25-26 biscotti diametro 4-5 cm
110 g di farina autolievitante (io 00 + 6 g di lievito istantaneo bio)
40 g di zucchero semolato (io zucchero di cocco)
50 g di burro a temperatura ambiente
50 g di golden syrup (io miele millefiori, che abbinato allo zucchero di cocco, dal gusto caramellato, dovrebbe avvicinarsi al golden syrup)
1 cucchiaio colmo di zenzero grattugiato
1/2 cucchiaino da tè di bicarbonato
NB : io ho aggiunto un pizzichino di sale, come sempre nei dolci, cosa che non ho trovato nelle ricette british
Pre-riscaldare il forno a 190° C. Setacciare la farina con il lievito e il bicarbonato, aggiungere lo zucchero, il sale, lo zenzero e il burro a tocchetti.Impastare con la punta delle dita fino a formare delle grosse briciole. Aggiungere il miele, finire di impastare su una spianatoia. Formare un cilindretto di pasta, dividerlo in due parti, arrotolare i cilindretti fino ad ottenere un diametro di circa 2,5-3 cm, tagliare tanti tocchetti di un paio di cm di spessore e formare delle palline. Disporre le palline su una teglia coperta con carta da forno, ben distanziate fra loro perché aumentano considerevolmente in cottura; schiacciarle leggermente nel centro. Cuocere per 12-15 minuti fino a che si forma l'effetto craquelé. Togliere, lasciar raffreddare dieci minuti nella teglia e infine porre su una griglia ad asciugare. Conservare in una scatola di latta.
domenica 11 marzo 2018
LA TORTA PROFUMO DI BERGAMOTTO DI ILARIA
Finché durano i bergamotti, perchè siamo agli sgoccioli, sfruttiamoli!
Ecco una torta deliziosa, morbida, umida e profumatissima, a tutto bergamotto, replica quasi fedelissima di una ricetta dell'amica blogger Ilaria Talimani di Soffici Blog. Ho cambiato solo la glassa e l'ho tinta di verde per onorare l'oro verde di Calabria, cioè il bergamotto, la rivelazione di quest'inverno grazie al nostro Calendario del Cibo Italiano che gli ha dedicato una giornata e ha indetto il contest Bergamot-ti-iamo!
E' pronta da un po' a dire il vero ma finalmente mi è venuta voglia di condividerla per rischiarare un po' questa giornata grigia e uggiosa!
Ho dimezzato le dosi della torta di Ilaria, non avendo uno stampo a ciambella adatto ma solo uno piccolino di 14 cm di diametro, piccolo anche per metà dosi e quindi l'ho distribuito in due stampi diversi, uno da budino col buco e uno da cake rettangolare. E' riuscito molto meglio quello nello stampo da budino e quello è stato immortalato anche per onorare l'originale. Direi quindi che le dosi vanno bene per una tortiera normale da 22 cm.
Ho fatto la prova con la stessa glassa alla vodka e senza glassa. Sono ottime entrambe ma per mangiarla a colazione, ho optato per quella senza vodka anche se è una sfumatura alcolica lieve ma più da pomeriggio che da mattina :-)
Ingredienti per la torta
140 g di farina 00
180 g di semolino
30 g di farina di mandorle
2 cucchiaini di lievito istantaneo in polvere
1/2 cucchiaino di bicarbonato
1/2 cucchiaino di sale fino
175 g di zucchero semolato (anzichè 200)
125 g di yogurt intero al naturale
30 ml di succo di bergamotto fresco
80 ml d'olio extravergine delicato (anzichè 100)
2 uova intere
1/2 cucchiaino di estratto di vaniglia
1/2 cucchiaino di timo limone in polvere
Ingredienti per la glassa
60 ml di succo fresco di bergamotto
40 ml d'acqua
1 cucchiaio colmo di zucchero a velo
una puntina di cucchiaino di colorante verde in gel
una puntina di cucchiaino di xantana in polvere
Per le scorze
scorze di bergamotto tagliate a julienne finissima con un rigalimoni
zucchero semolato qb




































